22 giugno 2005, 13:40

Tu pensavi

Achmatova, Poesie, by Max.

   Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.

   O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.

   Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso, sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:

   Mai più tornerò da te.

Anna Achmatova, Odessa 1889 – Mosca 1966 

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Risposte a “Tu pensavi”

  1. Cosa si può dire di una che scrive versi come questi? Solo una cosa: Ecco la donna!
    Uomini se volete veramente sapere come sono le donne che hanno un valore, leggete la Achmatova.

  1. at pensieri (pulsazioni) (,28 febbraio, 2008)

    [...] dignitosa in modo superbo. Se vi piace il suo stile leggete anche quest’altra poesia: Mai più tornerò da te. Se vi piace il suo stile leggete qualunque cosa abbia scritto, anche le lettere a Stalin. [...]

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