Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso, sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
Anna Achmatova, Odessa 1889 – Mosca 1966 
Cosa si può dire di una che scrive versi come questi? Solo una cosa: Ecco la donna!
Uomini se volete veramente sapere come sono le donne che hanno un valore, leggete la Achmatova.
[...] dignitosa in modo superbo. Se vi piace il suo stile leggete anche quest’altra poesia: Mai più tornerò da te. Se vi piace il suo stile leggete qualunque cosa abbia scritto, anche le lettere a Stalin. [...]