Sonetto XLIX

   Contro il tempo, se mai quel tempo verrà,
in cui ti vedrò accigliato per i miei difetti,
in cui il tuo amore, indotto a ciò da considerazioni ben ponderate,
vorrà saldare i suoi conti;

   Contro il tempo in cui passerai accanto a me come un estraneo
salutandomi a stento con il sole del tuo occhio,
quando l’amore, mutato da com’era,
troverà ragioni per assumere una composta gravità;

   Contro quel tempo io qui fortifico me stesso
dentro la coscienza dei miei meriti,
e alzo questa mia mano contro me stesso
a difendere le legittime ragioni della tua parte.

   Per abbandonare me, meschino!, tu hai dalla tua il rigore della legge,
poiché io non posso addurre alcuna ragione perché tu mi debba amare.

Audio

William , Stratford 1564 – 1616 

 

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