Contro il tempo, se mai quel tempo verrà,
in cui ti vedrò accigliato per i miei difetti,
in cui il tuo amore, indotto a ciò da considerazioni ben ponderate,
vorrà saldare i suoi conti;
salutandomi a stento con il sole del tuo occhio,
quando l’amore, mutato da com’era,
troverà ragioni per assumere una composta gravità;
dentro la coscienza dei miei meriti,
e alzo questa mia mano contro me stesso
a difendere le legittime ragioni della tua parte.
poiché io non posso addurre alcuna ragione perché tu mi debba amare.
William Shakespeare, Stratford 1564 – 1616 
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