Sonetto LII

   Io sono come il ricco che, con la sua benedetta chiave,
può aprirsi innanzi il suo dolce, rinserrato tesoro,
ch’egli però non desidera rimirare ad ogni istante,
per non smussare la punta delicata di un piacere infrequente.

   Perciò sono le feste così solenni e così rare,
perché, ricorrendo di rado nel lungo giro dell’anno,
come pietre preziose sono disposte sparsamente,
o come i gioielli principali in un monile.

   Così il tempo che ti contiene è per me come uno scrigno,
o il guardaroba che la sontuosa veste cela
per fare un istante speciale specialmente benedetto,
rivelando di nuovo il suo splendore imprigionato.

   Beato te il cui valore è tale che, quando ti si possiede si esulta,
quando sei assente si spera.


William , Stratford 1564 – 1616
 

 

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