Sonetto XXVI

   Signore del mio amore, che con il tuo valore
hai legato in vassallaggio la mia devozione,
a te invio questa ambasciata scritta,
ad attestare omaggio, non a far mostra d’ingegno;

   Omaggio così grande, che un misero ingegno come il mio
può far sembrare spoglio, mancando di parole per mostrarlo;
ma io spero che qualche tua bella invenzione
nel fondo del tuo animo, nudo com’è, gli dia alloggio,

   Finché quale sia la stella che il mio moto guida
essa si volga a me propizia con aspetto benigno
e metta una bella veste sul mio amore straccione,
così da mostrarmi degno del tuo dolce riguardo.

   Allora potrò osar di vantarmi di quanto ti amo;
fino ad allora, non uscirò allo scoperto dove tu possa mettermi alla prova.


William , Stratford 1564 – 1616
 

 

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