Che cos’è un’idea?
E’ un’immagine che si proietta nel mio cervello.
Tutti i nostri pensieri sono dunque immagini?
Certamente. Perché le idee più astratte non sono che la conseguenza di tutti gli oggetti che io ho veduto. Io pronuncio il nome di essere in generale, solo perché ho conosciuto degli esseri particolari. Io pronuncio il nome di infinito solo perché, avendo visto i limiti degli oggetti finiti, io allontano il più possibile questi limiti con la mia immaginazione. Insomma, noi abbiamo delle idee, solo perché abbiamo in testa delle immagini.
E qual è il pittore che ce le dipinge?
Non sono io stesso, perché non la so così lunga: colui che mi ha creato, è anche quello che fa le mie idee.
Noi siamo dunque del parere di Malebranche, il quale diceva che noi vediamo tutto in Dio?
Per lo meno io sono ben sicuro che, se non vediamo le cose propriamente nella Divinità, le vediamo certo in virtù della sua attività che tutto può.
Ma come si manifesta questa attività?
Ma posso sapere almeno se la mia facoltà di avere delle idee è inerente alla mia esistenza come essere esteso?
Neanche quello. E’ vero che Taziano, nel suo discorso ai Greci, dice che l’anima è manifestamente corporea; e Ireneo (libro II, 25) dice che il Signore ha insegnato che le nostre anime conservano l’aspetto del nostro corpo, per conservarne la memoria.
Era dunque meglio non perderci tanto tempo.
Certo è triste, avere tante idee, e non sapere con precisione la natura delle idee.
E’ triste. Ma è assai più triste, e molto più stupido, credere di sapere quello che non si sa.
Idea, Dizionario Filosofico. Voltaire, Parigi 1694 – 1778 
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