Idea

   Che cos’è un’idea?
   E’ un’immagine che si proietta nel mio cervello.
   Tutti i nostri sono dunque immagini?
   Certamente. Perché le idee più astratte non sono che la conseguenza di tutti gli oggetti che io ho veduto. Io pronuncio il nome di essere in generale, solo perché ho conosciuto degli esseri particolari. Io pronuncio il nome di infinito solo perché, avendo visto i limiti degli oggetti finiti, io allontano il più possibile questi limiti con la mia immaginazione. Insomma, noi abbiamo delle idee, solo perché abbiamo in testa delle immagini.
   E qual è il pittore che ce le dipinge?
   Non sono io stesso, perché non la so così lunga: colui che mi ha creato, è anche quello che fa le mie idee.
   Noi siamo dunque del parere di Malebranche, il quale diceva che noi vediamo tutto in Dio?
   Per lo meno io sono ben sicuro che, se non vediamo le cose propriamente nella Divinità, le vediamo certo in virtù della sua attività che tutto può.
   Ma come si manifesta questa attività?

   Io vi ho già detto cento volte nelle nostre conversazioni che non ne sapevo nulla, e che Dio non ha detto il suo segreto a nessuno. Io ignoro qual è la forza che fa battere il mio cuore, e correre il mio sangue nelle vene; ignoro il principio di tutti i miei movimenti; e voi vorreste che vi dicessi in qual modo io posso sentire e pensare? E’ una domanda indiscreta.
   Ma posso sapere almeno se la mia facoltà di avere delle idee è inerente alla mia esistenza come essere esteso?
   Neanche quello. E’ vero che Taziano, nel suo discorso ai Greci, dice che l’anima è manifestamente corporea; e Ireneo (libro II, 25) dice che il Signore ha insegnato che le nostre anime conservano l’aspetto del nostro corpo, per conservarne la memoria.

   Tertulliano anche assicura, nel suo libro II sull’Anima, che essa è un corpo; e Anobio, Lattanzio, Ilario, Gregorio di Nissa, Ambrogio, non hanno diversa opinione. Oggi si afferma che altri Padri della Chiesa pensavano che l’anima fosse inestesa, e seguivano in ciò la dottrina di Platone; ma ciò è assai dubbio. In quanto a me, io non oso emettere nessun parere: vedo difficoltà insuperabili nell’uno e nell’altro sistema; e, dopo averci pensato tutta la vita, mi trovo esattamente al punto di partenza.
   Era dunque meglio non perderci tanto tempo.

   E’ vero: colui che pensa a godersi la vita è più saggio di quello che impiega il suo tempo a pensarci su, o almeno è più felice. Ma che volete? Non dipendeva da me né ricevere né respingere tutte quelle idee che sono venute nel mio cervello per combattersi e contrastarsi e hanno scelto le mie circonvoluzioni per loro campo di battaglia. E quando si furono ben combattute, io non ho raccolto dalle loro spoglie altro che l’incertezza.
   Certo è triste, avere tante idee, e non sapere con precisione la natura delle idee.
   E’ triste. Ma è assai più triste, e molto più stupido, credere di sapere quello che non si sa.


Idea, Dizionario Filosofico. , Parigi 1694 – 1778
 

 

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