Fiume Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

 


sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

 


fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale

 


c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.

 

 

  Nell’estate del 1864, il governo federale americano ordinò che tutte le tribù indiane fossero concentrate in un solo posto, Fort Lyon, nel Colorado. Gli indiani non ubbidirono. Fu dato allora incarico al colonnello Chivington di organizzare un reggimento di volontari composto da mercenari della peggiore specie reclutati per cento giorni con l’incarico specifico di massacrare il maggior numero di indiani possibile. Per legittimare l’operazione si fece riferimento a un proclama del 1854 del governatore Evans, che ordinava di cacciare dallo stato il maggior numero di Nativi possibile.

   Il Terzo Reggimento del colonnello Chivington attaccò i Cheyenne, i quali diedero poca battaglia e cercarono invece di trattare la pace. Fecero avanzare una delegazione comandata da Orso Magro, che fu freddato appena a tiro di fucile. Seguì un breve combattimento, interrotto dal capo tribù Pentola Nera, che impedì ai suoi seicento indiani di massacrare i cento uomini del Terzo Reggimento. Pentola Nera propose un’istanza di pace che non venne tenuta in nessuna considerazione dai federali. In tutta risposta, gli venne ordinato di accamparsi con la sua tribù lungo il fiume Sand Creek, dietro assicurazione che non sarebbe accaduto niente né a lui né ai suoi uomini. Pentola Nera che desiderava fortemente la pace, ubbidì.

 

   Alla sua tribù si unì quella degli Arapaho, comandati da Mano Sinistra.

 

 

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte

 


e quella distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì

 


a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

 

 

  L’accampamento Cheyenne si trovava in un’ansa a ferro di cavallo del Sand Creek. A est dell’accampamento di Pentola Nera, poco distante, si sistemarono gli Arapaho di Mano Sinistra. In totale c’erano circa seicento indiani nell’ansa del torrente, due terzi dei quali erano donne e bambini. La maggior parte dei guerrieri delle due tribù si trovava lontana diversi chilometri, a cacciare bisonti per i bisogni dell’accampamento.

 

   Il primo sentore dell’attacco che stava per abbattersi su di loro, gli indiani lo ebbero verso l’alba, quando sentirono i rimbombi sordi degli zoccoli dei cavalli sul terreno. Dal torrente stava arrivando al galoppo un grosso contingente di soldati federali. Nel campo indiano si scatenò il panico, con donne e bambini che uscivano dalle tende e correvano alla cieca in tutto l’accampamento, cercando una via di scampo prima di restare accerchiati. Pentola Nera si trovava davanti alla sua tenda, con la bandiera americana in mano, e diceva ai suoi di non preoccuparsi, che non gli avrebbero fatto del male perché quelli erano gli accordi presi direttamente con il governatore Evans. Poi le truppe americane cominciarono a sparare dai due lati del campo.

 

 


Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso

 


il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse

 


ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

 

 

 
   Le donne e i bambini dell’accampamento si strinsero intorno alla tenda del loro capo, che adesso aveva unito una bandiera bianca alla bandiera americana che già sventolava sopra la sua testa. Antilope Bianca, un vecchio disarmato di settantacinque anni, si avviò verso il contingente di soldati per trattare. Un soldato che cavalcava al fianco del colonnello Chivington, vide avvicinarsi Antilope Bianca. “Venne correndo verso di noi per parlare con il comandante” – testimoniò in seguito questo soldato – “tenendo le mani alzate e dicendo: Fermi! Fermi! Lo disse in un inglese chiaro come il mio. Poi si fermò e incrociò le braccia, finché cadde fulminato”. I superstiti Cheyenne dissero che Antilope Bianca cantò il canto della morte prima di morire:

 

   ‘Niente vive a lungo. Solo la terra e le montagne’.

 

   Dal campo Arapaho anche Mano Sinistra e i suoi cercarono di raggiungere l’accampamento di Pentola Nera. Quando Mano Sinistra vide i soldati incrociò le braccia e disse che non avrebbe combattuto, perché gli uomini bianchi erano suoi amici. Cadde fucilato.

 

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte

 


c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare

 


la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
 

 

 

  All’alba del 29 novembre 1864, il colonnello Chivington diede ordine ai suoi uomini di circondare l’accampamento indiano, e dopo l’accerchiamento diede l’ordine di attaccare. Comandò l’attacco su una popolazione composta quasi esclusivamente di donne, vecchi e bambini. Fu un massacro. Gli episodi sconvolgenti durante l’attacco non si contavano, come venne testimoniato dai superstiti indiani e da alcuni soldati che presero parte alla mattanza. Bambini usati come tiro al bersaglio, uomini scalpati e orrendamente mutilati, donne violentate e uccise.

 

 


Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

 


sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale

 


ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

 

 

 
   Le scuse del Congresso USA agli indiani per questa strage sono arrivate solo nel 2000, dopo 136 anni. E’ stato deciso di mettere una lapide sul posto per ricordare i Cheyenne e gli Arapaho morti nel massacro.

 

   Tra i film che accennano all’argomento, vorrei consigliarvi L’Ultimo Samurai, con Tom Cruise. Il film è incentrato su una trama completamente diversa dalla strage del fiume Sand Creek, ma Tom Cruise interpreta un ufficiale di cavalleria perseguitato dal rimorso per aver preso parte proprio a quel massacro, e durante il film diversi flash di memoria di Cruise tornano con i pensieri a quella mattina.


Fabrizio de André, Genova 1940 – Milano 1999 

 

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1 Comment on "Fiume Sand Creek"

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