Una stagione all’inferno

   Un tempo, se mi ricordo bene, la mia vita
era un festino in cui
tutti i cuori si aprivano, tutti i vini scorrevano.
Una sera ho preso la bellezza
sulle mie ginocchia. – E l’ho
trovata amara. –

   E l’ho ingiuriata.
Mi sono armato contro la giustizia.
Sono fuggito. O streghe, o miseria, o odio,
a voi è stato affidato il mio tesoro!
Riuscii a far svanire nel mio spirito
tutta la speranza umana.

   Su ogni gioia
per soffocarla ho fatto il balzo
sordo della bestia feroce.
Ho invocato i carnefici, per addentare, morendo,
il calcio dei loro fucili. Ho invocato i flagelli
per soffocarmi con la sabbia, il sangue.

   La sventura è stata il mio Dio.
Mi sono disteso nel fango.
Mi sono asciugato al vento del delitto.
E ho giocato brutti scherzi alla follia.
E la primavera mi ha portato
l’orribile risata dell’idiota.

   Ora, proprio di recente,
sul punto di fare l’ultimo crac!
ho pensato di ricercare la chiave
del festino antico,
dove avrei forse ritrovato l’appetito.

Jean Arthur , Charleville 1854 – Marsiglia 1891  

 

Share

Leave a Reply

2 Commenti on "Una stagione all’inferno"

avatar
Pannonica
Ospite

.. mi chiedo dove sia andato a cercarla questa chiave..

Max
Ospite

—> … e continuo a camminare e mi domando dove va la vita quando si ferma.

Questo è Charles Bukowski, è una citazione che ho preso dal tuo blog. Lo sto leggendo un po’ per volta in questi giorni, dici cose interessanti.

wpDiscuz