Sonetto XXXV

   Non t’affliggere più per quello che hai fatto:
le rose hanno spine e le argentee fonti fango,
nuvole ed eclissi macchiano luna e sole,
e lo schifoso bruco vive nel bocciolo più dolce.

   Tutti commettono colpe, ed io stesso in questo modo,
giustificando con paragoni la tua trasgressione,
contaminando me stesso nel medicare il tuo malanno,
scusando i tuoi peccati oltre la loro misura;

   perché alla tua colpa sensuale io porto senso,
– la tua parte avversa diventa il tuo avvocato -,
e contro me stesso intento causa legale.
Tale è la guerra civile nel mio amore e odio

   che complice devo essere per forza
di quel dolce ladro che amaramente mi deruba.


William , Stratford 1564 – 1616
 

 

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