Il tramonto di oggi

   Considero mie, con maggiore consanguineità e intimità, talune figure che sono scritte nei libri, certe immagini che ho conosciuto nelle illustrazioni, più di molte persone che sono considerate reali, che sono fatte di quell’inutilità metafisica chiamata carne ed ossa. E carne ed ossa, infatti, è una perfetta descrizione: sembrano cose fatte a pezzi ed esposte sul banco di marmo di una macelleria, morti che sanguinano come la vita, gambe e cotolette del Destino.

   Non ho vergogna di avere impressioni simili, perché ho capito che tutti noi abbiamo impressioni simili. Il disprezzo che sembra esistere fra uomo e uomo, l’indifferenza che permette che si uccidano persone senza capire che si uccide, come fra gli assassini, o senza pensare che si sta uccidendo, come fra i soldati sono dovuti al fatto che nessuno presta la dovuta attenzione alla circostanza, che sembra astrusa, che anche gli altri sono anime. […]

   Quando ieri mi hanno detto che il garzone della tabaccheria si era suicidato ho avuto un’impressione di menzogna. Poveretto, anche lui esisteva! Ce ne eravamo dimenticati tutti, tutti noi che lo conoscevamo allo stesso modo di coloro che non l’hanno conosciuto. Domani lo dimenticheremo meglio. […]

   Sì, gli altri non esistono… E’ per me che questo tramonto pesantemente alato trattiene i suoi colori nebbiosi e duri. Sotto il tramonto, senza che io lo veda scorrere, il grande fiume si increspa per me. Per me è stata fatta questa piazza aperta sul fiume che si sta gonfiando per la marea. Oggi nella fossa comune è stato sepolto il garzone della tabaccheria. Non è per lui il tramonto di oggi. Ma, poiché ho pensato questo, e senza che lo voglia, neppure per me è questo tramonto.


, Lisbona 1888 – 1935
 

 

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