Vecchi fantasmi

   Sempre, sempre il passato mi arriva di soppiatto alle spalle e all’improvviso mi taglia la gola. E mai, mai che lo senta arrivare, mai che faccia in tempo a scansarmi prima che colpisca, mai che riesca a cogliere un qualunque cenno di preavviso prima che quel coltello con lama di rasoio ripeta l’antico, inesorabile rituale. Qualche volta è una canzone, altre volte un’immagine, altre volte ancora un pensiero imprevisto e fuori controllo: la belva esce dall’ombra e colpisce spietata.

   In quel preciso istante in cui tutto ricomincia da dove tutto era finito, il cuore batte due o tre colpi in affanno, come se un sasso gli fosse caduto addosso all’improvviso. Poi riprende il corso di sempre, solo cammina come un uomo con un paio di sandali di cemento al posto delle scarpe. E continua con quel passo per un po’.

 

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4 Commenti on "Vecchi fantasmi"

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Elenaz
Ospite
(E’ fuori posto.) Le mie più recenti vicissitudini certo non smentiscono il pessimismo antropologico da manuale che già mi tentava. Ma credo che condizione necessaria per aderire sino in fondo a quel pessimismo sia amarsi smisuratamente e fare ogni cosa nient’altro che per sé. Lei sostiene che l’umanità non le interessa: “l’essere umano sostanzialmente non mi interessa, se non in quello che eventualmente è stato capace di lasciarsi dietro, come le opere d’arte che ho raccolto in questo blog che sono le sole cose che mi interessano davvero”. Perché vuole pubblicare un libro? Io vorrei pubblicare un libro perché la… Leggi il resto »
Max
Ospite
Non ho imparato a convivere con un bel niente: vivo una sensazione di estraneità e lontananza (fisica, di intenti, di scopi, di motivazioni, di pensieri) dai miei simili che giorno dopo giorno mi corrode con la costanza di un rubinetto che goccia, con la violenza di un acido, consumandomi in rivoletti di fumo che a ogni passo mi portano via un pezzo. Vivere mi fa sentire come uno senza polmoni che debba imparare a respirare. Io non voglio pubblicare un libro, io voglio fare lo scrittore. La pubblicazione è incidentale, è strumentale allo scopo. Perché non c’è come fare lo… Leggi il resto »
Elenaz
Ospite
Uno scrittore vuole scrivere. Nel mio immaginario, lo Scrittore pubblica solo un’opera, un’unica omnicomprensiva opera postuma. E comunque non interessa granché a nessuno di quello che detta il mio immaginario. Chi dice che si sente diverso, intende sempre dire che si sente migliore; tanto più quando precisa che non intende dire “migliore”, ma solo “diverso”. Ma del resto, una persona non può farci niente se si sente migliore, lo sente e basta e magari è anche vero. E’ inevitabile sentirsi migliori, quando si è diversi: se non si credesse di essere migliori, ci si adatterebbe alla visione comune delle cose,… Leggi il resto »
Max
Ospite
—> Uno scrittore vuole scrivere. Anche l’amanuense vuole scrivere, ma questo non fa di lui uno scrittore. Per essere un uccello non basta voler volare. Per essere pesce non basta voler nuotare. Voler scrivere è condizione necessaria ma non sufficiente: per essere scrittore devi voler scrivere, saperlo fare, avere qualcosa da dire, saperlo dire, e pubblicare. E vendere. Ciò che fa di chiunque una qualunque cosa in sé stesso, è pensare di essere quella cosa. Essere quella cosa è un altro discorso: pensare di essere e essere sono due cose diverse. Ciò che mi fa credere di essere uno scrittore… Leggi il resto »
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