Ricordo bene il suo sguardo.
Attraversa ancora la mia anima
come una scia di fuoco nella notte.
Ricordo bene il suo sguardo. Il resto…
Sì, il resto è solo una parvenza di vita.
Ho guardato le vetrine spensieratamente
e non ho incontrato amici con i quali parlare.
D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
così triste che mi è parso di non poter
vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.
Mi duole vivere in una situazione di disagio.
Debbono esserci isole verso il sud delle cose
dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
a un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale
che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.

Poesie Inedite. Fernando Pessoa, Lisbona 1888 – 1935
Esiste un saggio di Heidegger (o almeno credo sia suo) su un quadro di Van Gogh raffigurante un paio di scarpe. Magari l’ha letto.
No, non l’ho letto. Ma facendo una ricerca veloce in internet guarda qui che cosa ho trovato: http://www.msu.org/shoes.htm
Secondo questo tipo, Heidegger ha cannato completamente il quadro e visto che il suo ragionamento successivo si basava su quella premessa, potrebbe aver fatto un intero discorso sul nulla. Non ho trovato nessuna risposta alla domanda fatta da questo tipo nel sito, peccato
Può darsi.
L’opera in cui è contenuto il saggio è "Sentieri interrotti".
Penso sia piuttosto complicato.