Interludio

   “Noi siamo pericolosi”, le dissi la prima sera che facemmo l’amore. Lei chiuse gli occhi e si girò di lato dandomi le spalle. Aveva una corazza impenetrabile e la leggerezza di una farfalla allo stesso tempo.
Possedeva il silenzio dei muti.

   “Vorrei che non te ne andassi mai”, mi disse quella sera salutandomi appoggiata al finestrino della mia macchina. Da quella sera, da subito, cominciai ad aspettare il momento della liberazione come un bambino aspetta il natale. Alla fine se n’è andata lei.

   Sto ascoltando il jazz, questa musica ti corrompe l’anima.

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