Yair e Myriam

"Se mi devo spiegare, allora è tutto inutile".   (Yair)
"Yair, se mi rimane un altro desiderio voglio, chiedo che tutte quelle migliaia di parole diventino corpo". (Myriam)

   Non riesco a dormire, magari potessi sapere cosa proverai nel ricevere la lettera di questa mattina, e se continuerai a scrivermi dopo averla letta. Sono quasi sicuro di no. Penserai che sia volgare da parte mia raccontarti certi fatti della mia vita. Comunque sono felice di avertela mandata. Anche se poi mi sono tormentato per tutto il giorno. Avevi ragione: in fondo, sto cercando un compagno per un viaggio immaginario. Ma hai sbagliato nel dire che forse non ho bisogno di un compagno reale. E’ esattamente il contrario: ho bisogno di un compagno reale per il mio viaggio immaginario. Quando scrivo queste parole sento battere il cuore. Mi succede sempre quando fantastico. Ecco, batte di nuovo. Sai che esiste un uccello chiamato "batticuore"?
   Se appena gli si tocca il petto, il suo cuore smette di battere e lui muore. Quando si trova nei paraggi è proibito fare una mossa falsa perchè il minimo rumore gli procura un colpo al cuore. Se solo potessi comprare un "batticuore" così. Anzi, due. No, uno stormo di "batticuore". Li lascerei liberi di svolazzare su tutto quello che ti scrivo, perchè facciano da rivelatori di menzogne come i canarini che rivelavano le fughe di gas in miniera. Prova a immaginarlo: una sola parola falsa, inesatta o volgare, o anche solo indifferente, e un uccello cade morto sul foglio. Vedresti allora come ti scriverei! A proposito, mi sono dimenticato di dirti che mi sono offeso quando hai scritto di avere pensato che potessi averti scambiata per un’altra, quella sera. E mi ha offeso ancora di più che tu abbia fatto tanta fatica a decidere se preferivi che mi fossi sbagliato oppure no.
   Sai invece quando veramente ho provato una stretta al cuore?

   Quando hai descritto te stessa per eliminare qualsiasi dubbio e, chissà perchè, ti sei riassunta in una sola frase, oltretutto tra parentesi ("piuttosto alta, capelli lunghi, ricci e ribelli, occhiali…").
   Se davvero è così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno.

   P.S. Comunque, anche se non tutto fila liscio e le cose sono già complicate fin dall’inizio, sento il bisogno di dirti una cosa. Devo raccontarti come le pupille mi si dilatano quando vedo una tua parola da qualche parte, persino quando mi ci imbatto nel giornale, o nella pubblicità… Ci sono parole che ti appartengono a tal punto! Impronte della tua anima che in bocca ad altri appaiono solo come strumenti discorsivi o articolazioni linguistiche, nient’altro. Non avevo mai immaginato che conoscere il linguaggio di un estraneo potesse essere eccitante come il primo contatto col suo corpo, il suo profumo, la sua pelle, i capelli e i nei.
   E’ così anche per te?
   (Yair)

David , Che tu sia per me il coltello. Ed. Mondadori 1998 

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4 Commenti on "Yair e Myriam"

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arfasatto
Ospite

Ho comprato questo libro a natale, ma l’avevo dimenticato, messo chissà dove. Ora, dopo aver letto questo splendido brano, ho voglia di ricercarlo -dove sarà- e di iniziarlo. Chissà se tutto il libro è all’altezza di questa pagina.

Max
Ospite

Poche cose sono all’altezza di questa pagina

silvia
Ospite

è un libro da non credere.
ne ho fatto un post, anzi due, e ne sto parlando ancora, con i commentatori.

Max
Ospite

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