Tic Tac Tic Tac Tic Tac… Tic

Fra soli 70 anni gli unici a ricordarsi di noi (tutti noi, anche tu che stai leggendo) saranno i nostri figli, se ne avremo lasciati. Fra soli 100 anni gli unici a conservare le tracce di qualche ricordo saranno i nostri nipoti. Fra soli 130 anni, forse qualche nostro pronipote saprà il nostro nome e ci lancerà un qualche pensiero lontano e nostalgico. Fra soli 150 anni sarà come se non fossimo mai esistiti. Quando qualcosa mi va storto, questo è il pensiero che mi fortifica. Quando qualcosa mi va bene, questo è il pensiero che mi distrugge. Noi siamo un passaggio inutile a noi stessi.

 

 

  E’ sicuro che qualcuno di noi, come è successo a qualcuno del passato, farà delle cose buone per gli altri, e il suo spirito sarà in qualche modo ricordato col suo nome. Per quanto tempo? Non lo so, potrebbe anche essere per centinaia e migliaia di anni, come è successo ai filosofi greci. Va bene, vogliamo allora dire che qualcuno di voi che mi sta leggendo sarà ricordato in spirito e nome per – diciamo – 2000 anni? 2500? Facciamo 10.000. Poniamo che tu che stai leggendo sarai ricordato per i prossimi 10.000 anni; ora una domanda e una considerazione. La domanda: Cosa importerà questo per te? Dopo che la tua persona di adesso, proprio quella che mi sta leggendo in questo istante, dopo che questa persona con la sua coscienza e consapevolezza sarà morta (non più tardi di 80 / 100 anni da oggi), che importanza avrebbe per lei anche se fosse ricordata per i prossimi 10.000 anni? Per un morto che utilità può avere il suo ricordo?

 


   La considerazione: 10.000 anni è un tempo molto breve nel ciclo temporale dell’universo. E’ un tempo che sembra lunghissimo se paragonato alla brevità del nostro passaggio, ma nel ciclo delle cose è poco più di uno schiocco di dita.

 

 

  Non sappiamo che cosa ci stiamo a fare. Non sappiamo in quale disegno siamo inseriti. Non sappiamo neanche se esista questo disegno. Non sappiamo per quanto dureremo né perché siamo venuti né cosa lasceremo e neanche se lasceremo qualcosa e a chi e per quanto tempo.

 


   Qualcuno può risolvere questo discorso con la religione, è una buona via d’uscita. Direi la più fortunata per chi se la può permettere, perché la fede è come il coraggio di don Abbondio: se non ce l’hai non te la puoi dare. Per quanto mi riguarda sono abituato a darmi risposte ragionando su quello che so, non su quello che riesco a immaginare.

 

  Fra 100 anni, chi saprà che ho avuto un padre? Chi saprà che questo padre è morto troppo presto e che questo ha cambiato tutto? Chi conoscerà il suo nome? Voi conoscete il nome del vostro bisnonno? E il vostro trisavolo? E il padre del vostro trisavolo? E suo nonno? Come si chiamava il nonno del vostro trisavolo? Voi non sapete più non dico cosa egli pensasse, ma neanche quale fosse il suo nome. Voi non sapete nemmeno più che è esistito. Voi non sapete un bel niente del vostro ascendente diretto che era in vita poco più di 150 anni fa.

 

 

  Fra 100 anni chi saprà che ho avuto un amore?

 

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1 Comment on "Tic Tac Tic Tac Tic Tac… Tic"

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[…] Bukowski, Andernach 1920 – San Pedro (California) 1994  In merito a questo post, mio padre si chiamava […]

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