Magnificat

   Quando passerà questa notte interna, l’universo,
e io, l’anima mia, avrò il mio giorno?
Quando mi desterò dall’essere desto?

 

  Non so. Il sole brilla alto:
impossibile guardarlo.
Le stelle ammiccano fredde:
impossibile contarle.
Il cuore batte estraneo:
impossibile ascoltarlo.

 

  Quando finirà questo dramma senza teatro,
o questo teatro senza dramma,
e potrò tornare a casa?
Dove? Come? Quando?


, Lisbona 1888 – 1935
 

 

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1 Comment on "Magnificat"

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Costanza
Ospite

Contrariamente ad altri poeti (Il Leopardi, per esempio) , Pessoa, in questa bellissima poesia, sembra rendersi perfettamente conto che dipende dal suo stato d’animo, il non vedere la bellezza del firmamento, il sentire estraneo il suo stesso cuore.E, proprio per dare risalto a questa percezione,parla di notte interna. Termine che bisogna leggere con cura, da non confondere con quella che per il Leopardi sarebbe stata la “notte eterna”.

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