Ogni tanto ci penso

«Ognuno di noi ha una donna predestinata nella vita: se riusciamo ad evitarla siamo salvi.» Woody Allen 


   Ogni tanto ci penso: perché non mi sono sposato? Una volta lo chiesi a un mio amico quarantenne, gli chiesi perché non si fosse sposato, speravo che avesse la mia risposta. Io non la sapevo con assoluta certezza questa risposta, ma se l’avessi sentita l’avrei riconosciuta di certo. Lui mi disse che non si era sposato perché non aveva trovato la donna giusta. Sì forse era così, ma non era la mia risposta.

   Ancora oggi non ho una risposta definitiva a questa domanda. A sedici anni avevo una certa urgenza di sposarmi con una ragazza e volevo avere due figli da lei. Sei anni dopo, questa ragazza mi disse che era innamorata di me E di un altro. Simpatica. La sua proposta era molto semplice: se avessi voluto sposarla, avrebbe sposato me (dopotutto stavamo insieme da un bel po’ di tempo, mi ero guadagnato un certo diritto di prelazione), altrimenti avrebbe sposato l’altro. Ne ho conosciuti di pazzi in vita mia.

   Ecco, lì ho capito che non volevo sposarmi. Ma non che non volessi sposarmi con lei, non volevo proprio sposarmi e basta.  E visto che c’ero, tornai anche sul pensiero di avere dei figli: non volevo neanche quelli. E anzi direi che non volevo sposarmi e a maggior ragione e meno che mai avrei voluto dei figli. Per i figli basti dire che io stesso avrei voluto che qualcuno mi avesse fatto la domanda: Vuoi tu esistere? Nove su dieci avrei risposto: Fatemi vedere con chi dovrei passare i prossimi 30, 50, 100 anni, quelli che siano. Dopo aver visto, nove su dieci avrei detto: No, grazie. Basta questo a eliminare il discorso dei figli dalla faccia dei miei pensieri in questa vita. Basta la possibilità, la sola possibilità che questo ipotetico figlio voglia chiedermi: Fammi vedere a cosa vado incontro, cioè basta anche solo l’ipotesi che lui voglia fare anche solo questa prima domanda a scartare dentro di me il diritto di decidere per lui.

   Per quanto riguarda il fatto di sposarmi invece, secondo me non trovo la risposta definitiva perché è la domanda a essere sbagliata. E cioè non dovrei tanto chiedermi perché non voglia sposarmi, dovrei piuttosto chiedere a voi che vi sposate perché lo fate. Questa mania del matrimonio non la capisco. Non mi sento per niente strano a non volermi sposare, mentre invece penso che siate strani – e pure di parecchio – voi che fate questi salti nel buio. Ma avete capito che cosa vi ha chiesto il prete? Lasciate che ve lo ripeta:
   "Vuoi tu xxxxx prendere la qui presente xxxxx come tua sposa, esserle fedele sempre, amarla e onorarla in ricchezza e povertà, in salute e malattia, – finché morte non vi separi?"
   Questa è la domanda più minacciosa che abbia mai sentito in vita mia. Come si possa rispondere di sì a una domanda del genere, per me resta un mistero profondo.

   Alberto Sordi alla domanda diretta di un giornalista che gli chiedeva perché non si fosse sposato, rispose: “E che so’ matto? Me metto n’estranea in casa?”. Ma non sarebbe neanche questo, cioè questo sarebbe sufficiente a far rinunciare qualunque mente cosciente, ma non è questa la mia risposta. Non è completa.

   Mia nonna è preoccupatissima per il fatto che non mi sposo. Mia madre lo è a tratti. Certi giorni è molto preoccupata, altri giorni è quasi orgogliosa. Loro vorrebbero venire a piangere in chiesa il giorno del matrimonio, e poi passerebbero tutte le domeniche aspettando che arrivi con mia moglie sotto braccio, aspetterebbero di vederci arrivare con La Notizia: Aspettiamo un bambino! State per diventare nonna e bisnonna! Sarà molto difficile per loro vedere giorni come questi con un tipo come me in famiglia, e questo mi dispiace sinceramente. Ma anche se non ho una risposta definitiva, ho comunque ottimi motivi per non sposarmi.

   Cominciamo dal fatto che sono un selvaggio e ve lo dimostro subito. Adesso, proprio adesso mentre sto scrivendo, sono le 2.25. Sono le 2.25, sto ascoltando On the turning away dei Pink in cuffia e sto scrivendo. Sono contento di queste due cose, assolutamente soddisfatto, non le cambierei con nessuna moglie che mi chiama dal letto chiedendomi come mai non sono ancora andato a dormire.

   Quando la sera devo decidere cosa guardare in televisione, non sono disposto per niente al mondo a sentire il parere di qualcun altro, molto semplicemente non mi interessa. E voi pensate che avrebbe vita lunga un matrimonio in cui un marito con il telecomando in mano sospende lo stato democratico e instaura una dittatura? Forse sì, vita lunga ma vita dura. E perché dovrei complicarmi la vita in questo modo? D’altra parte, il fatto di vedere due programmi separati con mia moglie nell’altra stanza a guardare quello che vuole guardare su un’altra televisione, mi deprimerebbe a morte. Mi deprimerebbe al punto di rovinarmi quello che sto vedendo. Perché non lo capirei: se mi devo sposare con qualcuna per vedere due programmi separati, allora tanto vale che ognuno se ne stia a casa sua la sera. Perché sposarsi se non si condivide?
   E poi c’è da considerare il rientro a casa dopo il lavoro. Io non vedo l’ora di tornarmene a casa tutto il giorno, non vedo l’ora di sentire la serratura che fa click quando ci ficco la chiave dentro e la chiudo dall’interno. Per tutto il giorno non vedo l’ora di chiudere il resto del mondo fuori dalla porta di casa mia. Quando la sera chiudo la porta è uno dei momenti più belli della giornata. Come posso mai vivere pensando tutto il giorno di dover rientrare a casa e trovare una persona che mi sta aspettando? La sola ipotesi mi guasta l’umore. Come posso mai vivere pensando che qualcuno decida l’ora a cui devo mangiare? E questo è il meno, le donne vogliono sempre decidere tutto. Hanno questa smania decisionale, vedo un sacco di mariti-pupazzetti in giro, non vorrei mai diventare uno di loro.

   Massimo Troisi una volta disse che non era contro il matrimonio, era solo che secondo lui un uomo e una donna sono proprio le persone meno adatte a sposarsi. Io una ragazza me la sarei sposata, è capitato quando avevo trent’anni. Sul momento non lo so se l’avrei sposata, tutto quello che posso dire oggi è che se si fosse presentata l’occasione avrei fatto meglio a sposarla piuttosto che lasciarla andare via. Ma l’occasione non si presentò perché quella volta fu lei a mollare me. Ecco perché non mi sono sposato: non mi sono sposato perché quella che volevo sposare non ha voluto sposare me.

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