Aspetta…

   Quando ho necessità di scrivere, in un punto imprecisato dello stomaco mi si forma come un nodo, un groppo da cui cominciano a partire delle piccole, impercettibili scosse che si allargano alle braccia e salgono su su fino al cervello, e strada facendo diventano qualcosa di diverso, diventano pulsazioni. Allora so che devo mettermi a scrivere, non importa cosa, tu scrivi, le cose che vogliono uscire troveranno la strada.

   Potrei raccontarvi dello strano tipo che ho incontrato stamattina. Cercavo la strada per un pub in un paese che non conosco. Dovevo trovare il pub perché era un riferimento per il posto in cui dovevo andare
( – … la stradina di lato a destra, subito prima del K2.
– Che è il K2?
– Un pub).

   All’ingresso del paese vedo un tipo sui trent’anni dall’altro lato della strada. Il tipo indossa un paio di jeans scoloriti, e una camicia di un colore rosso improbabile con le maniche arrotolate fin sopra il gomito. Ha una sigaretta in bocca, è fermo e guarda verso di me come se stesse cercando di ricordarsi qualcosa. Accosto dal mio lato della strada e abbasso il finestrino:
   – Senta… scusi, sto cercando il K2.
   Il tipo fa una faccia come se all’improvviso si fosse ricordato quello a cui stava pensando, poi si butta in mezzo alla strada per attraversare e venire dal mio lato. Una macchina che stava arrivando dal suo lato inchioda a secco per non spiaccicarlo per terra. Succede tutto molto in fretta e sembra che il tipo stia proprio per morire perché uno sconosciuto gli ha chiesto la strada per il K2 (sto per farmi un nuovo amico ah-ah). Ma la macchina si ferma in tempo. Il tipo non si scomoda per niente, non si gira neanche a guardare chi stava per ucciderlo. La macchina riparte, il mancato investitore rivolge qualche parola gentile (ma dove cazzo guardi!) al tipo mentre gli passa di fianco: il tipo adesso è dal mio lato della strada. Guardo nello specchietto per vedere se arrivano macchine da dietro: non arriva nessuno. Quello che stava per morire prima di dirmi la strada che cercavo, si toglie la sigaretta dalla bocca e abbassa il braccio lungo il fianco:
   – Aspetta… Aspetta… Cooome… Come hai detto?
   – Cerco il K2, mi sa dire la strada?

   Il tipo guarda per aria e alza una mano come per dire che non parla la mia lingua, poi tira una boccata di fumo:
   – Cooome?… Aspetta… Noon… Non ho… Il?
   – Il K2, è un pub… ma dovrebbe conoscerlo, sta qui in paese…

   Stavolta alza tutte e due le mani, come per arrendersi. Io dò un altro sguardo nello specchietto, sono preoccupato dall’idea che possa buttarsi in mezzo alla strada per andarsene a modo suo. Ma invece di andarsene riabbassa le mani e le poggia sul mio sportello sporgendosi quasi dentro la macchina:
   – Aspetta… iiil…, si volta indietro di scatto come farebbe qualcuno che voglia accertarsi che non lo stiano seguendo, poi si gira ancora verso di me: – Non ho… IIIIILL??, mi urla in faccia. Io comincio a essere quasi preoccupato dai possibili risvolti della situazione:
   – Va bene, non si preoccupi, semmai chiedo più avanti.
   – No NO… Aspetta… come… coo-oome?
   – Chiedo più avanti, non fa niente, sarà sicuramente qui vicino… arrivederci.
   – A-ASPETTA!… IL??
   – Il K2!, gli urlo quasi in faccia.

   Lui si ritrae all’improvviso, io guardo nello specchietto, poi mi giro ancora dalla sua parte aspettando una risposta (cooome?). Il tipo si alza di scatto, allarga le braccia, mi sorride e volta i palmi delle mani stringendosi nelle spalle come per dire: E tutta questa era la domanda?
   Io annuisco per incoraggiarlo a rispondermi. Lui fa un verso con la bocca: mmmhhhh, come se stesse formulando mentalmente la strada più breve per il K2 e stesse per darmi la risposta. Guardo un momento nello specchietto, nessuno. Mi giro ancora verso di lui, adesso mi spiega la strada, ci siamo:
   – Aspetta!… dice dandosi un ultimo sguardo alle spalle. Poi si gira e se ne va. Io resto un attimo a guardarlo e penso che ho appena incontrato la persona migliore di tutta la giornata. Metto la marcia e riparto alla ricerca del K2.

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