Quel che è scritto, è scritto

Mi giungono spesso voci di interpretazioni capovolte e assurde del “Poema senza eroe”. E c’è perfino chi mi consiglia di rendere il poema più comprensibile.
Mi asterrò dal farlo.
Il poema non contiene nessun terzo, settimo o ventinovesimo senso.
Non voglio né modificarlo, né chiarirlo.
(Anna )

 
   “1 novembre 1935
   Anna Achmatova – a Josif Stalin

   Rispettabile Josif Vissarionovic!
   Conoscendo il suo interessato affetto per le culture del paese e in particolare per gli scrittori, mi permetto di rivolgermi a Voi con questa lettera. Il 23 ottobre a Leningrado sono stati arrestati dalla polizia segreta mio marito Nicolaij Nicolaevic (professore all’accademia dell’arte) e mio figlio Lev Nicolaevic Gumilev (studente all’università statale di Leningrado).
   Josif Vissiarionovic, io non so di cosa li accusano, ma do a voi la mia parola onesta che loro non sono fascisti, né spie, né partecipanti alle fondazioni controrivoluzionarie.
   Io abito nella URSS dall’inizio della Rivoluzione e non ho mai voluto lasciare il paese con il quale sono legata con la mente e con il cuore. Sebbene i miei versi non vengano pubblicati e i commenti dei critici mi diano tante amarezze, io non sono mai stata pessimista; in pesanti condizioni morali e materiali ho continuato a lavorare e ho già pubblicato un lavoro su Puskin, e il secondo sta per essere pubblicato. A Leningrado abito in modo molto riservato e spesso ho qualche problema fisico. L’arresto delle due uniche persone a me care mi ha recato una dura ferita che non riesco a sopportare.
   Io vi prego, Josif Vissarionovic, di tornarmi il marito e il figlio, sono sicura che di questo nessuno si pentirà.
Anna Achmatova”

   Il figlio di Anna verrà liberato nove anni dopo, il marito sarà fucilato.


   Anna Achmatova, Odessa 1889 – Mosca 1966 

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