In vita e morte di una giornata qualunque

  

   Il mio equilibrio è costruito su un’assenza totale di rapporti con gli altri. Non ho un amico, non ho una donna, non ho un’amante, non ho un cazzo. Parenti e conoscenti non fanno altro che chiedermi consigli  e opinioni su questo e su quello: non ho mai capito come possa saltare in testa a qualcuno sano di mente di chiedere consigli a me. Non ho una vita in base alla quale consigliare, non lo vedono?
   L’unica cosa su cui mi chiederei consigli è il lavoro. Non credo neanche che sia per passione che conosco così bene la materia del mio lavoro, penso piuttosto che dipenda dal mio male interpretato senso di fedeltà e rispetto, che mi porta a sposare quelle due o tre cose che hanno davvero importanza nella mia vita.

   Vado d’accordo solo con i morti. Appena qualcuno muore comincio a provare un debole per lui. L’evento della morte non mi sconvolge più di tanto, ma il morto subito mi diventa amico dentro. Comincio a pensare alle cose che non ho fatto per lui (non faccio quasi mai niente per nessuno) e mi dispiaccio di tutto quanto. Poi comincio a guardare questa persona sotto una luce completamente diversa rispetto a quando era in vita (e in quanto vivo parlava, agiva, e per questo non mi piaceva). E siccome non può più né agire né parlare, né sciupare qualunque idea mi faccia di lui, comincia a piacermi. Alcuni mi diventano quasi dei modelli, anche se questa è una prerogativa che di solito riservo ai morti di qualità, come gli autori che ho raccolto in questo blog.
   Non riesco ad allontanarmi da questo modo di essere (né ci provo né lo vorrei) perché finché riesco a mantenere le distanze con i vivi, conservo un equilibrio interiore perfetto. Conservo la facoltà di sconvolgermi solo per le cose per cui valga la pena sconvolgersi, come il mio amore perso o il mio padre morto. Non sono disposto ad accollarmi malumore per nessun litigio o incomprensione, credo che sia per questo che alla fine mi allontano da tutti: perché non li sopporto. Non sopporto il loro modo di sconfinare continuamente in faccende che non li riguardano, la loro arroganza, supponenza, maleducazione, il loro modo di porsi come se quello che dicono contasse veramente qualcosa. Come se davvero avessero qualcosa da dire.

   E poi non trovo interessi in comune. Non mi piace il calcio, non sopporto lo sport (né attivo né passivo), non mi interessa parlare male del vicino di casa o del fidanzato di mia sorella. La politica non mi appassiona, non riesco ad interessarmi a una cosa così deprimente come il pensiero di un politico, non posso litigarci sopra con qualcuno, discuterne. Non mi interessano le case, gli arredamenti delle case, i soprammobili sopra gli arredamenti, i soffitti sopra entrambe le cose, le televisioni appese al muro, le macchine degli altri, i loro vestiti, le loro mogli, i figli, i cani, i gatti, i canarini, la casa al mare e in montagna, l’amante, niente. Ogni giorno, tutti i giorni, non vedo l’ora di tornarmene a casa per leggermi quella poesia a cui stavo pensando, o quel libro che chissà cosa dirà nella prossima pagina, o sentire quella canzone che non mi ricordavo cosa dicesse in quel punto, o vedermi un film che ho noleggiato, o starmene qui davanti al monitor a scrivere quanto poco mi piaccia tutto quello che fate lì fuori tutti i giorni.
Mi piacerebbe, oh sì mi piacerebbe da matti, conoscere qualcuno che mi interessi, possibilmente vivo.

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8 Commenti on "In vita e morte di una giornata qualunque"

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E.
Ospite

“Non sono cattiva,è che mi disegnano così.”
Chissà,senza alcuna presunzione,magari sei diverso da come credi d’essere tu stesso.E non ho detto a bella posta “migliore”.
Un abbraccio,la tua amica di penna (Ti seguo ovunque ti sposti,praticamente :-))

Max
Ospite

Non credo che il mio modo di essere possa diventare argomento di discussione oltre quello che decido di scriverne, soprattutto perché non ci conosciamo. Se mi segui ovunque mi sposto mettiti comoda, ho intenzione di restare un po’ fermo, almeno sul web

E.
Ospite

ARGH!Potresti non avermi riconosciuta…o anche sì.E comunque non discutevo,presumevo conscia dell’eventualità di sbagliare…

Max
Ospite
Certo che ti ho riconosciuta. Quando ho scritto che non ci conosciamo, volevo dire esattamente quello che ho detto: che non ci sonosciamo. Nello specifico volevo esprimere il concetto che non mi conosci: non sai chi sono, non mi hai mai frequentato, vissuto, niente. Quindi non avventurarti in discorsi tipo *migliore, peggiore, diverso da come credi di essere* ecc., perché non sai di che cosa stai parlando. E non c’è nessun bisogno che tu presuma niente. Stiamo discutendo su nessuna base, questa discussione è surreale. In ogni caso, anche se forse non sembra, mi fa piacere che quello che scrivo… Leggi il resto »
E.
Ospite

Ok,hai vinto 😛

salma
Ospite

se uno non riesce ad avere interessi comuni con nessuno, non credi la sua vita sara` un po difficile?

Max
Ospite

Complimenti per il nick

Costanza
Ospite

Non credi Max che l’interesse debba essere una cosa reciproca? Difficile che qualcuno possa interessarsi a qualcun altro che si presenta con queste referenze costruite appositamente, con l’intento di catturare l’attenzione…………

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