Oh Capitano! Mio Capitano!

Non importa cosa vi dicono, le parole e le idee possono cambiare il mondo.
(Robin Williams, L’attimo fuggente)

   Oh Capitano! Mio Capitano! Il duro viaggio è finito,
la nave ha scampato ogni tempesta, il premio che cercavamo ottenuto,
il porto è vicino, sento le campane, la gente esulta,
mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:
ma, oh cuore, cuore, cuore!
Gocce rosse di sangue
dove sul ponte il mio Capitano
giace caduto freddo morto.

   Oh Capitano! Mio Capitano! Alzati a sentire le campane;
alzati, per te la bandiera è gettata, per te la tromba suona,
per te i fiori, i nastri, le ghirlande, per te le rive di folla
per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te;
ecco Capitano! Padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
È un sogno che sulla tolda
sei caduto freddo, morto.

   Il mio Capitano non risponde, esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà,
la nave è all’ancora sana e salva, il viaggio finito,
dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta;
esultate rive, suonate campane!
Ma io con passo funebre
cammino sul ponte dove il Capitano
giace freddo, morto.


Walt , Huntington (Long Island) 1819 – 1892
 

 

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