Di queste domande sempre ricorrenti

Ci teniamo tutti ad essere accettati ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani ed impopolari. Come ha detto Frost: “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso.”
(Robin Williams, L’attimo fuggente)

   Oh me! Oh vita!… di queste domande sempre ricorrenti;
della folla infinita di infedeli –
di città piene di sciocchi;
del mio continuo rimproverarmi,
(perché chi più infedele e più sciocco di me?),
di occhi inutilmente assetati di luce –
di oggetti perfidi –
di lotta sempre rinnovata;
di scarsi risultati di tutto –
di sordide folle che vedo intorno a me avanzare a fatica;
di anni inutili e vuoti per coloro che rimangono –
con il resto di me avvinghiato;

 La domanda, oh me!, così triste, così ricorrente:
Cosa c’è di buono in tutto questo?

 Risposta.

Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità;
che il potente spettacolo continua, e tu contribuirai con un verso.


Walt , Huntington (Long Island) 1819 – 1892
 

 

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2 Commenti on "Di queste domande sempre ricorrenti"

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Laura
Ospite

Fatti un regalo: leggi “Foglie d’erba” di Whitman. Anche chi non adora la poesia, come me, non può non sentirsi coinvolto, chiamato in causa dall’autore, che al contrario degli altri classici poeti, scrive mettendo al centro non se stesso, ma il lettore, l’uomo. A volte sfrontato, direi anche censurabile, riesce però a trasmettere la sua fortissima passione per la vita, la sua positività. Versione consigliata: Newton

Max
Ospite

Whitman è troppo positivo, al limite dell’ingenuità. E’ ottimista in modo nauseante. Una delle pochissime poesie che mi piacciono di lui oltre quella qui sopra è: “Oh capitano! Mio capitano!”, che almeno finisce col capitano morto

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