Perché vorrei credere in dio

   Ho trattato una persona come la mia migliore amica per dieci anni. Era una ragazza. Detto tra noi me la sarei anche spupazzata, ma non gliel’ho mai fatto capire (era la mia migliore amica, ve l’ho detto). Ora, l’impegno a piene mani e le energie e il tempo e tutto quel tutto di me stesso che ho messo in questa amicizia senza né chiedere né ricevere niente in cambio, e tutto quello che non ho fatto per me facendolo per lei, è cosa che non interessa né me né voi, quindi sorvoliamola e andiamo al punto. Il punto è che fino al giorno della svolta, il giorno della Madre di Tutti i Voltafaccia, io pensavo di sapere qualcosa di voi. A dire la verità mi facevate abbastanza schifo tutti quanti, ma non parlo di questo. Non ne parlo perché questo valeva prima della svolta e vale anche dopo. Io qui parlo del fatto che credevo di sapere qualcosa di voi. La locuzione magica è credere di sapere, la parola magica è credere. Perché credere è sapere. Non ha nessuna importanza se quella cosa che si crede sia o meno vera, io la credo, la credo con convinzione assoluta, inamovibile. Ragazzi: ne sono sicuro! Quindi è vera. Per degli esseri finiti e relativi come noi siamo, la verità è una questione relativa: la verità è quello che io credo che sia la verità. Perché *La Verità* in quanto concetto assoluto è una cosa per Socrate e la sua compagnia, non è una cosa reale. E’ una cosa per chi riesce a vivere dentro una botte, come Diogene. la verità invece (questa cosetta a lettere minuscole) è per la vita di tutti i giorni. Quindi lasciate che ve lo ripeta: per me è vero quello che io credo che sia vero.

   Va bene, perché vi ho portato fin qui? Vi ho portato fin qui per dirvi perché vorrei credere in Dio. E adesso che siete arrivati qui, vi elenco i motivi:

  • Prima di tutto se credessi in Dio, Dio esisterebbe;
  • Il secondo punto è che non avrei nessuna preoccupazione di morire, e anzi aspetterei quel giorno come un bambino aspetta il Natale, perché il Dio in cui credo (e che esiste!) è un Dio buono. E non importa se io sia stato buono o meno, lui mi perdonerà, perché io ci credo e quindi è così. E al limite, se proprio ho fatto delle porcate gravi mi manda in Purgatorio per un po’ di tempo prima di aprirmi le Porte del Paradiso. All’inferno non vado di certo, perché l’inferno è per gli assassini di vecchiette e i rapinatori di banche, e io non sono né l’uno né l’altro;
  • Poi mi sarei già sposato da un pezzo, perché devo avere una moglie per vivere con lei il breve spazio della vita in terra e lo spazio infinito della Vita Eterna, e io non mi stanco certo di mia moglie (né oggi né MAI – letterale), perché la amo e la amerò PER SEMPRE, come ci siamo più volte promessi senza possibilità di errore. Avrei anche qualche figlio, che verrà messo a dura prova dal mio Dio (perché il mio è un Dio che mette alla prova), soffrirà parecchio, sputerà molto sangue sul cammino della vita eterna, ma come ognuno di voi sa, questo non ha nessuna importanza perché io, i miei figli e la mia adorata moglie vivremo per sempre in Paradiso. E se Parigi valeva una messa, il Paradiso vale il mio sangue;
  • Oh, naturalmente mi prenderei la libertà di tradire ogni tanto questa mia adorata moglie eterna che amerò per sempre, perché il mio Dio ha messo dei pastori qui sulla terra che mi perdoneranno ogni cosa, posto naturalmente che io dica qualche ave maria e non diventi un assassino di vecchiette o un rapinatore di banche. Inoltre c’è il diavolo che mi teeenta e il mio Dio conosce quanto sa essere bastardo il diavolo e sa che io sono un essere indifeso che merita comprensione;
  • Ah ecco, dimenticavo. Sposandomi avrei acquisito qualche piccolo vantaggio collaterale che naturalmente non è il motivo per cui mi sarei sposato: la mia adorata mogliettina che amerò per sempre mi farà da mangiare, pulirà la mia casa, laverà i miei vestiti e si occuperà dei nostri figli eterni mentre io la tradisco con la sua migliore amica (domenica vado a messa, come tutte le domeniche e okay, questa mi costerà qualche ave maria in più ma voi non avete mai visto la migliore amica di mia moglie: lei vale tutto il rosario);
  • Poi non avrei tanti dubbi esistenziali. *Perché soffro? –> Perché Dio mi sta mettendo alla prova. *Perché ho dei dubbi? –> Perché il diavolo mi teeenta. *Perché mio padre è morto e la mia vita è diventata un ripiego? –> Perché devo essere un prediletto di Dio, e Dio i prediletti li mette molto alla prova. *Il mio scopo? –> Scopo? Sono uno dei figli di Dio. Serve altro?
  • Per ultimo ho lasciato il motivo più bello, quello che mi dà senso. Io esisto e ho un senso e tutto quello che faccio ha uno scopo perché vivrò per sempre. Voi capite che le aspettative hanno il loro peso, e con un impegno del genere e col culo che ho avuto a nascere uomo-eterno sarà meglio che faccia tutto quello che c’è da fare qui, perché l’eternità a cui mi sto preparando esige un certo rispetto e io dovrò pur ripagare in qualche modo il privilegio (e qui non vi posso scrivere il tono con cui si legge questo privilegio: questo privilegio si legge come se vi facesse vomitare dopo che avete vomitato) di essere nato uomo.

   Mi avete seguito fin qui? Bene. Togliete a un uomo tutto questo e avrete me.
   C’è un’ultima cosa: mentre basterebbe che io credessi in Dio per certificarne l’esistenza nel mio universo (che è l’unico che esiste), il fatto che io non ci creda non certifica un bel niente. Dico questo per dire che Dio potrebbe esistere nonostante questo scettico che sta scrivendo. Nel dubbio, siccome è buono, se esistesse avrei da chiedergli una sola cosa: se mi rimandi da queste parti dopo che sono morto (non so, per darmi una seconda possibilità per esempio), fammi credere in te. E’ tutto qui.

  
   P.S.: Credete in Dio? Avete paura di morire? C’è qualcosa che non va.

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1 Comment on "Perché vorrei credere in dio"

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francesco
Ospite

cosa darei per credere in Dio

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