Andarmene

   Vorrei andarmene. Ma non in qualche posto, il mio difetto di appartenenza non appartiene ai posti, appartiene all’anima. Non vorrei andare (che so) ai tropici, o in America, o a Lisbona. Vorrei andare in qualcuno di voi, uno qualunque, qualunque altro di voi che non sia me. Sono stanco di chi sono e di quello che mi sforzo di essere. Sono stanco dell’enorme fatica fisica e mentale che devo affrontare ogni giorno per cercare di essere uno che non sono io.

   "E’ bello essere Hurricane Carter", finisce con questa battuta il film Hurricane ispirato alla storia vera di Rubin Carter. C’è stato un periodo abbastanza lungo della mia vita in cui era bello essere me. Mi sentivo bene in quello che ero, e sapete che cosa mi faceva sentire così bene? Voi. La vostra malafede, il vostro modo infimo di proporvi, la vostra maniera viscida di essere. Questo mi faceva sentire ogni giorno, tutti i giorni, migliore di voi. Poi ho scoperto che non c’è onore a essere migliore di voi, perché anche un sasso o un albero lo sono. Quello è stato l’inizio del problema, perché lì ho capito che la categoria migliore-peggiore non risolveva la questione e anzi era solo l’anticamera di problemi maggiori. Da quel momento in avanti non mi è più interessato sapere se fossi migliore o peggiore, perché il mio tormento consisteva nel fatto di essere diverso.

   E diverso non è una categoria che appartiene ai meriti, è una categoria che appartiene ai problemi. Non avete la minima idea dell’enorme sforzo di anima e coscienza che devo mettere in piedi tutti i giorni per copiare i vostri sorrisi cinici, le vostre battute avvilenti, il vostro modo di parlare come se aveste da rivelare chissà quale nuova, mirabolante spiegazione o suggerimento o miglior-consiglio-dell’anno, quella maniera così studiata di parlare sempre come se quello che dite fosse davvero interessante per qualcuno a parte voi.
   Per parlare con voi, per potermi interfacciare il minimo indispensabile necessario a vivere, arrivo a fingere di sapere qualcosa di sport (non ne so niente), faccio finta che mi piaccia il calcio (quelle 22 ballerine sul campo pagate milioni di euro l’anno per accasciarsi a terra come birilli al primo soffio di vento, mai nessuno potrà spiegarmi il mistero della passione per il calcio), mi accanisco in discorsi politici come se davvero pensassi come ognuno di voi pensa che il mio voto possa interessare a qualcuno o cambiare qualcosa. Faccio la faccia da volpe con le volpi che fanno discorsi volpini con l’espressione furba. Discorsi come le corna che fanno alle mogli, la velocità massima raggiunta in autostrada, i consumi della macchina, la loro squadra del cuore che li sta deludendo, il loro partito politico che li ha traditi. E se siete donne e ve la state spassando e ridacchiate leggendo quanto siano idioti gli uomini, non crediate di passarvela tanto meglio.

   Davvero credete che interessi a qualcuno l’ultimo conto che avete dovuto pagare dal parrucchiere? O il prezzo del vostro ultimo gioiellino da rigattiere che vi hanno regalato? O quale animale è dovuto morire per rivestire di pelle la vostra insulsa borsetta, o stivale? Siete davvero convinte che qualcuno sia interessato alla mirabolante intelligenza di vostro figlio? O alle sue doti nascoste di pittore solo perché la sua insegnante di terza elementare vi ha detto (per pura educazione) che disegna divinamente? Davvero credete che alla vostra collega di lavoro interessi sapere dei problemi che avete con il vostro ex marito? Oh sì, magari le interessa, perché più tardi alle sette quando prenderà l’aperitivo dei deficienti nel bar dei deficienti vestiti da deficienti dovrà pur avere qualcosa di interessante da raccontare al suo tavolo di deficienti. E quale modo migliore di catturare l’attenzione di un tavolo di deficienti, se non quello di alludere a qualche conoscenza comune di cui poter sparlare? E, sorpresa!, la conoscenza in comune siete voi! E l’argomento della serata è: le corna che vi siete beccate dal vostro ex marito! Siete ancora convinti, uomini o donne che siate, che sia davvero tanto difficile sentirsi migliore di voi? Migliore di voi non è segno distintivo di nessun merito. La categoria migliore-peggiore non ha nessun senso, fuori da un tavolo di deficienti.

   Mi cambierei con ognuno di voi perché avete il dono della concretezza, voi vivete l’incoscienza dell’anima. Voi calpestate i cadaveri delle altre coscienze come foglie in una passeggiata nel parco. Siete machiavellici. E questo vi rende adatti, molto più adatti di me. E siccome io non ho nessun interesse a essere chi sono perché non c’è nessun vantaggio a essere me, né è bello, uno a caso di voi andrebbe benissimo per viaggiare fuori da me per sempre. Per sempre, perché viaggerei fuori da me per il breve spazio della vita che devo passare tra voi, e fuori da tutto (quindi anche fuori da me) per il resto dell’eternità dopo che fossi morto. Insomma, se fossi uno di voi, me ne andrei da me per sempre. E non riesco a immaginare un viaggio migliore di questo.

   Sto male tra voi, malissimo. Vivo in forte disagio, e se ripiego nella solitudine non è perché la solitudine mi piaccia, ma perché non riesco a sopportare il peso di avervi vicino più del minimo indispensabile. Qualunque compagnia è preferibile alla vostra, anche la mia. Anche nessuna. Niente ci accomuna: non un pensiero, non un intento, non una motivazione, non uno scopo né una passione né un interesse né niente. Come sempre, vi invidio e vi disprezzo più di quello che riuscite a immaginare. Molto di più.

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20 Commenti on "Andarmene"

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Max
Ospite
In effetti sarebbe non solo maleducato ma *molto* maleducato se l’avessi fatto. Ma se ho ben capito tu hai riportato un’affermazione della tua professoressa di matematica e non ho riso né in faccia a te né in faccia a lei né sulla faccia di nessuno. Io ho riso di un’affermazione ridicola, che confermo ridicola che più ridicola non me la posso immaginare. E dire che l’intelligenza è in gran parte memoria, se non fosse ridicolo sarebbe blasfemo. Mi riservo di ridere di affermazioni ridicole per tutta la vita, sulla faccia di nessuno ma sui pensieri di chiunque abbia l’incoscienza di… Leggi il resto »
Elena
Ospite

E’ che quando senti chiamata in causa una persona che stimi moltissimo, a guardare la luna proprio non ci riesci. E poi io sono una che si arrabbia subito, se non s’era capito.

Max
Ospite

Non lo so se si era capito ma la rabbia è una pessima consigliera, perché annebbia la vista. Poi non capisco cosa c’entra la stima, la stima è solo un preconcetto come un altro. Dovresti giudicare le cose per quello che sono, non per chi le dice.

Sto ancora aspettando che tu mi dica che il tuo PC è stupido come il tuo portachiavi e che l’unica cosa che differenzia il tuo portachiavi dal tuo PC è la memoria. E che quindi la memoria è solo un magazzino ad uso dell’intelligenza, che è tutta un’altra cosa

Elena
Ospite
Oggi sto realizzando questo piccolo record: non sono neppure le 15 e ho già litigato con la mia vicina di banco, Gilroland, il prof. di filosofia (ovviamente, lui non lo sa, ma io ci ho litigato) e le Ferrovie dello Stato. Beh, io mi arrabbio e per cinque minuti potrei desiderare di sterminare il genere umano con le mie stesse mani, ma poi mi passa subito. Infatti, ora vado a mangiare un Lindt, così mi passa. Sul fatto che il mio PC sia stupidissimo sono d’accordo (anche se, spesso, sono assalita dal dubbio atroce che, in realtà, la colpa è… Leggi il resto »
Max
Ospite
La memoria serve all’intelligenza, su questo siamo d’accordo e qualche commento fa ho esemplificato il concetto dicendo che potrei definire la memoria come servitù dell’intelligenza. Per tornare all’esempio del magazzino, se hai il magazzino vuoto puoi essere il più bravo dei magazzinieri, ma lo stesso non avrai niente da organizzare. Facendo una ricerca veloce in internet su memoria e intelligenza ho trovato questo articolo di un professore dell’università di Firenze, che se hai voglia puoi leggere: http://www.edscuola.it/archivio/lre/memoria_e_intelletto.htm In particolare a tre quarti di pagina quello che interessa particolarmente al nostro discorso è questo passaggio: “In vero pertanto la intelligenza e… Leggi il resto »
Elena
Ospite

E’interessante quello c’è scritto nel link.
Poi gli scacchi sono un gioco bellissimo.

E’ bello perchè hai sempre un sacco di link da consigliare.

Max
Ospite

Sai giocare a scacchi?

Elena
Ospite

Sì, ma non sono brava. Cioè, non conosco tutte le tecniche e quelle cose lì. E per saper giocare a scacchi, non basta conoscere le regole.

Ahah “La vistra buona volontà”. Beh, questo fatto di pubblicare tutti i quadri di Van Gogh è un gran fatto. Ambizioso, ma grande.

Max
Ospite
Mica mi sarai scoppiata a ridere in faccia? Sì, sono più di 800 quadri, ma Roma non è stata fatta in un giorno no? E poi mi sono dato progetti più ambiziosi. Come per esempio dimostrare che certi giochi prevedono una soluzione esclusivamente algebrica. Quello degli scacchi è un gioco assolutamente stimolante. Neanch’io conosco gli schemi, credo che giocare a scacchi usando gli schemi studiati sui libri di scacchi sia un po’ barare, ma questa è un’idea tutta mia. Su MSN giochi, giocavo tempo fa con un programmino scaricabile dal sito, che permetteva di giocare a due giocatori online. Qualche… Leggi il resto »
Elena
Ospite

No, mentre ridevo ho spostato lo schermo del computer di lato. Sono una persona educata, io. Oh.

Il tuo secondo grande progetto non è ambizioso, è impossibile.

Una volta, ho provato a giocare a dama su MSN, solo che poi non ho capito bene come si fa.
Beh, il mio indirizzo di MSN è: gufusrufus.msn.com

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