Amata

   Amata, di quella sì dolce prigionia
La mia anima è lieta…
Tenere braccia che inducono alla resa
E voglion esser strette.
Sempre così mi trattenessero,
Felice prigioniero sarei!

   Amata, quella notte mi tenta
Che, nel tremante viluppo delle braccia,
In alcun modo gli allarmi
Possano turbarci ma il sonno
A più sognante sonno si sposi e l’anima
Con l’anima giaccia prigioniera.


James , Dublino 1882 – Zurigo 1941
 

 

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