Tre Madri

Non fossi stato figlio di Dio / T’avrei ancora per figlio mio
(F. de André, Tre Madri)


Siamo ancora sul monte Calvario: Gesù, Tito e Dimaco sulle croci, ai loro piedi ci sono le madri. Questa canzone credo che sia una delle cose più strazianti mai scritte in versi. Le madri di Tito e Dimaco si rivolgono prima ai loro figli, poi a Maria, sostenendo che il loro dolore è più forte del suo: Tito e Dimaco non risorgeranno. Maria risponde quello che risponde: mai immagine di un vangelo è stata più poetica dell’immagine che l’ateo de André regala a Maria in questa canzone.

Madre di Tito:
"Tito, non sei figlio di Dio,
ma c’è chi muore nel dirti addio".

Madre di Dimaco:
"Dimaco, ignori chi fu tuo padre,
ma più di te muore tua madre".

Le due madri:
"Con troppe lacrime piangi, Maria,
solo l’immagine d’un’agonia:
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno:
lascia noi piangere, un po’ più forte,
chi non risorgerà più dalla morte".

Madre di Gesù:
"Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.

Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama – Nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.

Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.

Non fossi stato figlio di Dio
t’avrei ancora per figlio mio".

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