Di questioni inutili

A volte mi prende un impulso. A volte mi prende l’impulso di salire su un aereo che porta a Londra, scendere, salire su un taxi e dargli un indirizzo, arrivare a quell’indirizzo, pagare il tassista, appoggiarmi a una colonna all’angolo della strada con una visuale libera sull’uscita del palazzo, e aspettare. Aspettare: prima o poi dovrà uscire o entrare da quella porta. Aspettare finché non succede, avviarmi verso di lei, piazzarmi davanti al suo naso e dirle Ciao.
C’è una scuola di pensiero dentro la mia testa con mille argomenti che avvalorano questo impulso, il sunto dei quali potrebbe essere questo: Vivi solo questa vita, e la vivi solo una volta, che può succedere di male a fare una cosa del genere? Dimmi, che può succedere di male?
Ma poi mi dico: A che servirebbe?
Servirebbe a rivederla
mi dice la mia vocina.

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1 Comment on "Di questioni inutili"

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Andrea
Ospite

Max… poi l’hai fatto?

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