No grazie, davvero

Adesso vi dico. Il problema con l’amore sono i ricordi. Il primo problema è che il tempo li abbellisce. Il secondo problema è che il tempo non li cancella. Il terzo e ultimo problema è che nessun ricordo vi riporterà indietro.
Se non ci fosse il problema dei ricordi, magari sì, magari varrebbe la pena innamorarsi. Magari varrebbe la pena starsene tranquilli mentre vi succedono momenti mai visti prima e (attenzione: questo è male) che mai più rivedrete dopo. Senza preoccuparsi che la costruzione di un bel ricordo oggi rappresenterà un modo migliore di torturarmi domani. Be’ c’è di buono che l’amore rincoglionisce al punto da non preoccuparsi di queste cose mentre la persona che amate è lì abbracciata con voi.
C’è un altro problema con i ricordi: sono ingestibili. Non siete voi a scegliere né quali tenere, né per quanto tempo tenerli né soprattutto il momento in cui concedersi di pensarli. Il ricordo è aggressivo, invadente, maleducato, prepotente ed egocentrico. Quando arriva arriva, si mette in pantofole e si sdraia sulla sua poltrona preferita dentro il vostro cervello e per tutto il tempo che decide lui siete spacciati. Poi a un certo punto vi molla, ma tanto ritorna.
La verità è che l’amore altera le nostre capacità mentali ed esaspera i nostri stati d’animo. Non so come ci siamo ficcati in testa che sia una cosa buona.

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