Pink Floyd – Cluster One

Sono tre giorni che ho preso gli occhiali da vista. Mi mancano 1.75 gradi da sempre, ma ho sempre fatto finta di niente. Va bene, ho 38 anni, il tempo passa, gli amori se ne vanno, le cose cambiano. Le persone pure. Mi sono convinto che una delle cose importanti finché restiamo qui è proprio saper accettare i cambiamenti. O li accetti o ti distruggi: in un caso o nell’altro cambi.
Ma che volevo dire con questa cosa degli occhiali? Volevo dire che oggi ho scoperto le nuvole, ieri le montagne. Ieri pomeriggio vedevo i boschi sopra le montagne, cioé vedevo gli alberi: un delirio. Stasera nel cielo c’era un tramonto con dei colori da farti schizzare il cervello fuori dalla testa, e queste nuvole con il dettaglio dei contorni che vedevo per la prima volta… non so aggiungere più niente: quel tramonto è il confine della parola.
La prima cosa che mi ha impressionato dopo aver recuperato il mio grado e 75 sono state le foglie degli alberi. Un albero e le sue foglie visto da trenta metri di distanza può essere la cosa più bella che hai visto negli ultimi 8 anni. Sono cose che ti toccano dentro, proprio come questa con queste immagini qui sotto.

 
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8 Commenti on "Pink Floyd – Cluster One"

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arfasatto
Ospite

Insomma per 38 anni non hai visto per bene alberi nuvole boschi montagne? E colori del tramonto? E foglie degli alberi e rami e chiome…Da non credere.
Il tuo blog mi piace assai e quindi me lo leggo e se non ti spiace lo commento qua e là

Max
Ospite

Ho fatto di peggio

arfasatto
Ospite

Peggio cosa? se non sono indiscreta

Max
Ospite

Ma non so, per esempio una volta mi sono innamorato

arfasatto
Ospite

Beh, non mi pare terribile…una volta è successo anche a me.

Max
Ospite

Sì ma tu sei un’anziana signora, e la mente umana con il tempo fa l’abitudine a qualunque aberrazione

arfasatto
Ospite

Ma quale abitudine: mi è successo una sola volta, secoli fa.

Max
Ospite

Appunto, l’hai rimosso

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