Come eravamo

Vorrei forse scrivere dell’incontro che mi è capitato oggi con un uomo che era bambino quando io ero bambino e abitava nel palazzo di fronte a quello dove io abitavo, e aveva un motorino come il mio, e gli piacevano le stesse ragazze che piacevano a me e con una abbiamo dormito insieme la stessa notte nello stesso letto, e fumava le stesse sigarette che io fumavo, e conosceva a memoria gli stessi testi delle stesse canzoni di Battiato, e ha riso insieme a me nello stesso giorno, nello stesso posto per la stessa cazzata che avevamo combinato insieme quella volta che abbiamo rubato merendine e patatine nel negozio di alimentari sotto casa facendo incolpare un altro ragazzino che scappava sotto i nostri occhi con la pancia vuota di patatine e merendine che non aveva mai mangiato, inseguito dal padre con la cinghia dei pantaloni nella mano che urlava: Vié qua! Vié qua che t’ammazzo! T’aaaammmmazzzooo!

E oggi quando gli ho chiesto: Ma tu ti ricordi qualcosa?, mi ha guardato quasi incredulo: Qualcosa? Per me non ci siamo mai mossi da qui.

Oh se ci siamo mossi. Ci siamo mossi di brutto. Siamo diventati adulti, adesso sì, adesso siamo maturi. ahahah
Ah! AH!
Cosa abbiamo avuto in cambio di quei giorni? Scadenze, impegni, una strada in cui correre a perdifiato solo per restare vivi, per restare in piedi, per sfogliare i giorni come le pagine di un quaderno bianco, tutto bianco, con i fogli uguali a sé stessi, bianchi e vuoti come quei prati di oggi dove siamo stati i bambini di ieri.
Non c’era questo nei nostri sogni.
Quando qualcuno vi dice che non siete maturi, RIDETEGLI IN FACCIA!
Non c’è niente dopo i 20 anni, niente. C’è una giacca e una cravatta e dentro ci siete voi, con l’anima di una stampella.

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