Il giorno più felice

Non c’è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull’orlo di un precipizio, medita di gettarvisi.
(Edgar Allan Il genio della perversione)

Il giorno più felice, l’ora più felice
questo mio inaridito cuore ha già conosciuto;
ogni più alta speranza di trionfo e d’orgoglio
sento ch’è fuggita via.

Trionfo? Oh sì, così fantasticavo;
ma da gran tempo svanirono ormai
le visioni di quel mio giovanile tempo;
e sia pur così.

E quanto a te, orgoglio, che dirti?
Erediti pure un’altra fonte
quel veleno che approntasti per me.
Ora acquietati, o mio spirito.

Il giorno più felice, l’ora più felice,
che quest’occhi avrebbero visto, hanno già visto,
il rifulgente sguardo di trionfo e d’orgoglio
sento che è spento ormai.

Ma mi fosse pur riofferta quella speranza
di trionfo e d’orgoglio, e con la pena
che allora avvertivo, quella fulgente ora
io non vorrei riviverla:

giacché oscure scorie erano su quelle ali
e, al loro agitarsi, una maligna essenza
ne pioveva, fatale per un’anima
che già l’ha conosciuta.

Edgar Allan Poe, Boston 1809 – Baltimore 1849 

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