Da dove sto chiamando

Voglio consigliarvi un libro. Non sono un grande consigliatore di per due motivi: il primo è che di solito i che mi consigliano (o che mi regalano) mi fanno schifo. Non vorrei mai essere quello che consiglia un libro a qualcuno e poi questo libro a questo qualcuno gli fa schifo. Per questo evito anche di regalarli.
Il secondo motivo per cui evito di consigliare i libri è che non sopporto parlare dei libri che leggo. La lettura è una cosa molto , è intima: è quasi impudico parlare di quello che si legge. Ma stasera voglio dare scandalo e farò un’eccezione.

Il libro che vi consiglio è un ottimo libro da bagno. I libri da bagno sono importantissimi e devono rispondere ad alcune caratteristiche precise. Prima di tutto non devono appartenere a quella categoria di libri che vi posseggono e che non potete evitare di chiudere prima di averli finiti. Quelli che vi fanno tirare tardi la notte per sapere cosa c’è scritto nella pagina successiva. Ecco, questo tipo di libro è un pessimo libro da bagno. Non va bene.
Poi non devono essere impegnativi, o deprimenti. In bagno ci vuole qualcosa di allegro, di effervescente, di immediato. E’ per questo che i fumetti hanno tanto successo tra i libri da bagno.

Non voglio tirarla troppo per le lunghe, altrimenti con la fretta che avete sempre tutti quanti, rischio che vi fermiate di leggere prima che possa darvi il consiglio. Il libro che vi consiglio è: Da dove sto chiamando, di Raymond Carver, edizioni minimum fax. E’ un libro di racconti, ed è un vero libro da bagno. Ci sono racconti brevi che è possibile leggere in una sola sessione, diciamo così. Ci sono racconti un po’ più lunghi che è anche possibile lasciare a metà e saltare al racconto successivo che tanto non vi perdete niente (è un’ottima caratteristica per questa tipologia di libri). Ci sono racconti che possono essere letti a rovescio, aprendo una pagina a caso e leggendo un po’ qua e un po’ là. Ce ne sono parecchi di questa tipologia, perché fondamentalmente questo è il modo in cui ho letto la gran parte del libro. Mi sono accorto di averlo finito perché adesso aprendo le pagine a caso le riconosco tutte e riesco a collegarle alla storia di cui parlano. Questo vuol dire che ho finito il libro, e mi dispiace perché un libro come questo non lo ritroverò tanto facilmente per la delicatezza del ruolo ricoperto nell’ultimo anno.

Con quello che ho detto non vorrei aver dato l’impressione di tenere questo libro in scarsa considerazione. La verità è che mi è piaciuto parecchio e ve lo sto consigliando molto seriamente.
Chiudo questo consiglio con una citazione dalla prefazione dell’autore:

"Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado.
Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, ‘creature di sangue caldo e nervi’, come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita".

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