Sonetto CIX

No, non dire mai che il mio cuore è stato falso
Anche se l’assenza sembrò ridurre la mia fiamma;
come non è facile ch’io mi stacchi da me stesso,
così è della mia anima che vive nel tuo petto:

quello è il rifugio mio d’amore; se ho vagato
come chi viaggia, io di nuovo lì ritorno
fedelmente puntuale, non mutato dagli eventi,
tanto ch’io stesso porto acqua alle mie colpe.

Non credere mai, pur se in me regnassero
tutte le debolezze che insidiano la carne,
ch’io mi possa macchiare in modo tanto assurdo
da perdere per niente la somma dei tuoi pregi:

perché niente io chiamo questo immenso universo
tranne te, mia rosa; in esso tu sei tutto.

William , Stratford 1564 – 1616 

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