Appuntamento a Samarcanda

Samarcanda, di Roberto Vecchioni: correva l'anno 1977. Me l'ha fatta tornare in mente Benigni l'altra sera. Durante la spiegazione di un canto dell'Inferno, ha ricordato questa vecchia leggenda islamica che racconta di un soldato che voleva sfuggire alla morte. Così una sera, mentre festeggiava la fine della guerra nella casa del suo signore, vide una Nera Signora che lo guardava minaccioso. Si spaventò e corse dal padrone, chiedendogli di fare qualcosa per salvarlo. Il padrone allora diede ordine di sellare il cavallo più veloce e darlo a questo soldato perché potesse fuggire il più lontano possibile. Il soldato montò a cavallo e cavalcò per due giorni e due notti, finché arrivò a Samarcanda. Ma ecco che appena sceso da cavallo, vide ancora la Nera Signora che due giorni prima l'aveva tanto spaventato, era appoggiata a una porta: "Mi arrendo", le disse: "Ho cavalcato due giorni e due notti per fuggire il più lontano possibile, ma ecco che ti ritrovo qua".
"E perché fuggivi?", gli chiese la Nera Signora.
"Perché l'altra sera mi guardavi minacciosa e mi hai spaventato", disse il soldato.
"Ti sbagli", disse la Morte, "Io non ti guardavo minacciosa, ero solo sorpresa: ti aspettavo per oggi qui, e due giorni fa eri così lontano che temevo non arrivassi in tempo".

Molto curioso questo qui sotto trovato su youtube, in cui Vecchioni e Branduardi sono travestiti da Stanlio e Ollio e si alternano con gli originali durante la canzone.


Samarcanda

Ridere, ridere, ridere ancora
ora la guerra paura non fa,
brucian le divise dentro il fuoco la sera,
brucia nella gola vino a sazietà
di tamburelli fino all'aurora
il soldato che tutta la notte ballò
vide tra la folla quella nera Signora
vide che cercava lui e si spaventò.

"Salvami, salvami, grande sovrano
fammi fuggire, fuggire di qua
alla parata lei mi stava vicino
e mi guardava con malignità".
"Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re
presto, più presto, perché possa scappare
dategli la bestia più veloce che c'è."

"Corri, cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò
non ti fermare, vola, ti prego
corri come il vento che mi salverò…
oh oh, cavallo, oh oh, cavallo, oh oh, cavallo,
oh oh, cavallo, oh oh".

Fiumi poi campi, poi l'alba era viola,
bianche le torri che infine toccò,
ma c'era tra la folla quella nera Signora
stanco di fuggire la sua testa chinò.
"Eri tra la gente nella capitale,
so che mi guardavi con malignità
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale
son scappato via ma ti ritrovo qua!"

"Sbagli, t'inganni, ti sbagli, soldato
io non ti guardavo con malignità,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua."

Non è poi così lontana Samarcanda,
corri cavallo, corri di là…
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arriverà.
oh oh, cavallo, oh oh, cavallo, oh oh, cavallo,
oh oh, cavallo, oh oh.

 

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