Vera

Stasera mi è tornata in mente Vera (si pronuncia Véra), e allora ne parlo anche a voi.
Vera la conobbi per caso attraverso internet, e senza tirarvela troppo a lungo, un bel giorno decidemmo di incontrarci. Eravamo di due città diverse, ma lei doveva andare a Perugia per un corso, non starò a dirvi su cosa, è inutile. Be’ okay, ci dicemmo: conosciamoci in territorio neutro, perché no?
Lei aveva già prenotato l’albergo, e io non mi preoccupai per niente della cosa, mi limitai ad accodarmi. Ora, attenzione: regola numero uno: mai (lasciate che ve lo ripeta: MAI) lasciare a una donna il compito di prenotare una stanza d’albergo, e adesso vi dico anche perché.
Lei veniva da qualche città che è inutile vi dica quale sia, fatto sta che ci incontrammo a Roma, e facemmo il resto del viaggio fino a Perugia in macchina insieme. Tanto per familiarizzare, no? Le cose andarono bene davvero e arrivati a Perugia avevamo più che familiarizzato. Fin qui tutto bene, come disse quel tizio che si era buttato dall’ultimo piano del grattacielo: in caduta libera, arrivato all’altezza del quinto piano pensò: Fin qui tutto bene.
Arriviamo, Perugia città meravigliosa: arrivi e il medioevo ti esplode intorno in tutte le forme e tutti i colori possibili. Bellissima.
Va bene, cerchiamo l’albergo? Cerchiamo l’albergo… cerchiamo l’albergo e lo troviamo dopo due ore. Perché le forme del medioevo sono progettate per i cavalli, non per le macchine, e ti sono appena esplose intorno. Ma comunque, troviamo l’albergo. Albergo a conduzione familiare: deserto. Ma bellissimo, sia chiaro: era bellissimo. Fatto sta che noi eravamo gli unici due ospiti (dovete immaginarvi una specie di residenza nobiliare trasformata in albergo a conduzione familiare). La signora che ci accoglie è la padrona, neanche a dirlo. Gli facciamo presente che siamo arrivati e visto che si sta facendo tardi, andiamo prima a mangiare qualcosa e poi scarichiamo i bagagli.
"Va bene", dice lei. Ci avviamo verso l’uscita, la signora ci segue. Arrivati alla soglia, noi usciamo, lei si ferma, ci guarda e fa Il Domandone: Ma voi dormite insieme?
In risposta nessuna risposta. Io e Vera ci guardiamo un momento e poi ci giriamo verso la signora: nessuno dice ancora niente. Dopo un momento, Vera dice: "Sì!". Ma ragazzi: lo dice incazzata che non ve lo posso raccontare.
In quel "Sì!" c’erano una domanda e un’affermazione. La domanda era per la signora, e diceva più o meno così: Ma lei i cazzi suoi, mai?
L’affermazione era per me e diceva proprio così: Non hai avuto le palle per rispondere!
Ora, cara Vera, la mia più che una mancanza di palle fu una mancanza di tempo. In più, dovevo ancora riprendermi dalla sorpresa che tu non avessi specificato quel particolare nella prenotazione.
Vera è sparita un bel giorno in cui mi scrisse una mail che lessi una sola volta, riuscendo a capire molto poco. Così, da un giorno all’altro, senza preavviso, senza un particolare motivo, Vera decise di sparire all’improvviso come a volte fanno le donne. Se è capitato anche a voi, o vi capiterà, non perdeteci troppo tempo, meno che mai perdeteci il sonno: è solo che le donne fanno così. I Pink Floyd ci hanno anche scritto una canzone, il titolo?
Ma ovviamente Vera, quale altro titolo sennò?

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2 Commenti on "Vera"

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arfasatto
Ospite

Sarebbe bello se tu svelassi il nome di quell’albergo – bellissimo, ex residenza nobiliare, a conduzione familiare, non frequentato – ma immagino che non si possa fare pubblicità.
E poi: non sono solo le donne che decidono di sparire all’improvviso, senza preavviso e senza apparenti motivi. Lo fanno anche gli uomini, altroché se lo fanno! Ma anche in questo caso, mai perderci tempo né sonno; sempreché ci si riesca.

clelia
Ospite

Forse non sarai d’accordo, ma questa Vera è bellissima e il particolare stupefacente è soprattutto quanto sia il tuo scritto a renderla così bella.
E’ vero: le donne spesso fuggono, e non mi soffermo sulla domanda di routine: anche gli uomini? Inutile la risposta.
Utile invece scriverne come tu hai fatto qui: quel sì canto di primavera e urlo infernale. Chi, se non una donna?

Grazie, lettura davvero piacevole.

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