Il castello nella roccia

Lo sapete? Spesso mi chiedo se sul suo conto non mi sia sbagliato. Se non abbia preso la più grande e disastrosa cantonata della mia vita. Me lo chiedo spesso, più spesso di quanto possa pensare chiunque si trovi a leggere quello che scrivo in questo blog.
Mi sono sbagliato? Ma certo che mi sono sbagliato, che domande: ero innamorato. Mi sono sbagliato di sicuro. Ma questo che cosa cambia? Sbagliare guarisce dall’amore? Se fosse sufficiente guardarsi in uno specchio e ammettere di essersi sbagliati, se fosse sufficiente un gesto così banale per guarire dall’amore, non esisterebbe nessuna disperazione. Nessuna poesia, non un solo quadro, non una singola canzone, niente.
C’è una leggenda nei paesi del nord Europa. Racconta di uno scultore che lasciato dalla sua donna si ritirò sopra una montagna e scolpì un intero castello nella pietra. Il lavoro lo occupò per tutta la vita e una volta finito invitò quella donna per cui l’aveva costruito a vederlo. Lei non ci andò neanche dopo la morte di lui.
Si era sbagliato quello scultore? Oh sì, vi ci potete giocare il culo che si era sbagliato. Ma alla donna restò il suo rancore, a lui il suo castello.
Si era sbagliata la donna?

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