Le passanti (Fabrizio de André, Canzoni – 1974)

Questa canzone di de André contenuta nell’album Canzoni del 1974 è la cover di un brano di Georges Brassens. De André aveva un’alta considerazione di Brassens , anche se i due non si conobbero mai. Il caratteraccio di Brassens fu un deterrente sufficiente a scoraggiare de André, demotivato dalla possibile delusione di rovinare l’immagine di quello che considerava un vero e proprio maestro. Come ha scritto Robert Musil: "Di un uomo importante non si deve sapere quello che fa, ma soltanto i suoi arrivi e le sue partenze."


Le passanti

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c’era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l’hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l’unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

Fabrizio de André, Genova 1940 – Milano 1999 

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3 Commenti on "Le passanti (Fabrizio de André, Canzoni – 1974)"

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nomac
Ospite

De andrè era solo un CANTANTISTA con manie di grandezza artistica (e i soldi di suo padre…)
forse Brassens l’avrebbe preso a calci in c….
Ma ormai R.I.P.

Anonymous
Ospite

[quote comment=”7727″]De andrè era solo un CANTANTISTA con manie di grandezza artistica (e i soldi di suo padre…)
forse Brassens l’avrebbe preso a calci in c….
Ma ormai R.I.P.[/quote]

Intanto Brassens interpretó la canzone da una poesia di(Antoine Pol),poi De andré non era un (cantanista)ma un poeta geniale.

ps.mi raccomando:impara a scrivere culo!

enzo
Ospite

Ma come si può dispèrezzare De Andrè, è riconosciuto a livello internazionale, è il più grande cantautore italiano di tutti i tempi. Per sempre nel ricordo del grande Faber

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