Non è il tuo amore che domando

Anima sdegnosa, benedetta colei che ‘n te s’incinse!
(Virgilio, rivolto a Dante. Dante Alighieri, Inferno – Canto VIII)


[Se le parole di un poeta possono dirci qualcosa della sua anima, quelle di Anna Achmatova parlano certamente di dignità. E’ spietata, sprezzante, sdegnata (sdegnosa): è dignitosa in modo superbo. Se vi piace il suo stile leggete anche quest’altra poesia: Mai più tornerò da te. Se vi piace il suo stile leggete qualunque cosa abbia scritto, anche le lettere a Stalin. Soprattutto le lettere a Stalin.]

Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in un luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.

Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i miei versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!

E conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole di amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni…

Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all’anima già sazia d’improvviso
tutto parrà un peso,

non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti d’aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.

Anna Achmatova, Odessa 1889 – Mosca 1966 

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