Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!

Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

Pier Paolo , Bologna 1922 – Un campo nei pressi di Ostia 1975 

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Caro Pasolini, a Napoli neanche nel mare si sprofonda, hanno deciso di sprofondarla nell’immondizia. Cara Napoli, te lo giuro su dio, con te nasce e muore tutta la mia disperazione, e la vergogna di essere italiano. Alzatevi napoletani, alzatevi. Non aspettate nessuno, perché vi hanno abbandonato. Sui giornali siete spariti, il Papa si occupa dell’aborto, i politici della legge elettorale. Siete soli. Alzatevi!

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