Succedono cose nuove

Succedono cose nuove. Repubblica.it ha promosso una raccolta di firme per protestare contro l’interpretazione della RAI sul pagamento del canone TV per chi non possiede una TV (proprio così) ma possiede un computer. La questione è regolamentata da un Regio Decreto del 1938 (quando non esisteva neanche la TV) che impone il pagamento della tassa a chiunque possieda un "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni". La RAI argomenta le richieste di pagamento ai possessori di PC sostenendo che si tratta comunque di apparecchiatura atta alla ricezione di trasmissioni radiofoniche e televisive. Già, e se io non ho la scheda TV nel mio PC?
Ma non voglio soffermarmi sulle motivazioni della RAI, ho scritto questo post per parlare di cose nuove: la novità qui è che un quotidiano di importanza primaria su scala nazionale ha deciso di fare il suo lavoro: giornalismo. Hanno aperto un’inchiesta sulla vicenda, e hanno organizzato una raccolta di firme schierandosi apertamente dalla parte degli utenti.
Articoli di riferimento: Il Decreto del ’38; Consumatori in rivolta contro la RAI.
Se volete aderire alla raccolta di firme (già raccolte 25.000 adesioni), potete farlo riempiendo questo form: Sottoscrizione dell’appello.

Infine un salto in Inghilterra: un ristoratore inglese ha deciso di modificare il listino prezzi del proprio ristorante adottando lo stile Internet. Potremmo dire che è il primo ristorante Open Source della storia: per una cena il prezzo fisso è 0 sterline. I clienti decidono quanto pagare alla fine della cena in maniera del tutto volontaria, in base al grado di soddisfazione: non c’è prezzo minimo. Speriamo che regga.

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