Sylvia Plath: Lettera a Richard Sassoon (3)

.. e mia madre se ne andrà, e resta il terrore di non avere genitori, né persone più grandi e mature, pronte a consigliarmi e amarmi a questo mondo.
(, Diari)


[Nota: Questa è la terza di tre lettere indirizzate da Sylvia a R. Sassoon. Se vi interessa leggere le lettere precedenti, sono qui: prima lettera, seconda lettera]

Mi è anche capitato qualcosa di davvero terribile, iniziato due mesi fa e che non era necessario avvenisse, proprio come non era necessario che ti capitasse di scrivermi di non volermi incontrare a Parigi e che non saresti venuto in Italia con me. Quando sono tornata a Londra, sembrava che non ci fosse altro modo di far andare le cose e ora vivo in una specie di inferno presente e dio solo sa quali rituali di vita o amore potranno rammendare il danno nell’ordito. Sono stata attenta, tanto attenta, ma neanche questo è servito per non venire completamente abbandonata. Hai detto di avermi spiegato "brutalmente" che, tornato a Parigi, la tua vacanza sarebbe finita. Be’, anche la mia lo è, brutalmente, e anch’io sono esaurita, dopo aver dato a piene mani, quotidianamente, e il terrore e il veleno vengono dal superfluo inutile e ululante vuoto della tua assenza. La tua calligrafia è diventata così indomabile e tortuosa che neanche tutti i diavoli dell’inferno riuscirebbero a metterla a fuoco e trarne un significato.

Diari (Adelphi – 2004). Sylvia Plath, Massachussets 1932 – Londra 1963 

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