Notti

Durante le notti di solitudine puoi fare tutto. Piangere, ricordare tuo padre, maledire la sorte, amare una ragazza che se n’è andata a Londra. Di notte il tempo rallenta, di notte non sei mica la stessa persona che sei di giorno. Domani, alla luce, tornerai ad essere quell’altro. Il tuo ego risorgerà nell’immensa notte della luce che cresce, così Pessoa chiamava il giorno. Tornerai a fare finta di essere sicuro, ti scorderai della morte, degli amori che ti hanno scordato. Ti scorderai di tutte le cose che contano, si richiuderanno tutti i buchi aperti, tutte le fosse dell’anima, risalirai il burrone e continuerai a passeggiare sopra il ciglio come se davvero fosse un posto sicuro.
Ma adesso è notte e nelle notti di solitudine puoi essere chiunque, perfino te stesso.

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4 Commenti on "Notti"

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arfasatto
Ospite

Meno male che la prima volta che l’ho letto, questo tuo post, era giorno, e non notte. Di notte sarebbero scese le lacrime.
Poi ogni tanto ci ritorno, lo leggo ancora. E’ bellissimo.

Ma c’è chi ha cantato la note così:
…tender is the night,
And haply the Queen-Moon is on her throne…

Tenera è la notte, la conosci?

Max
Ospite

No, ma da una ricerca su internet vedo che è una poesia di Keats. La leggerò

arfasatto
Ospite

L’hai letta “Ode to a nightingale” (questo è il titolo in inglese). Ti è piaciuta? Tipicamente romantica; a me piace moltissimo.

Max
Ospite

Non ancora

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