Il Corvo (The Raven)

Mi pareva di essere vicino a capire, senza riuscire però a capire,
come capita di essere vicini a ricordare e non riuscire a ricordare.
(Edgar Allan )


"Siano queste parole d’addio!" alzandomi gridai
"Uccello o creatura del male, ritorna alla tempesta!
E non lasciare una sola piuma in segno
Della tua menzogna. Intatta lascia la mia solitudine,
Togli il becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta".

Disse il Corvo: "Mai più".

E quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora
Sul pallido busto di Pallade sulla mia porta.
E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo sognante
E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.
E l’anima mia dall’ombra che galleggia sul pavimento
Non si solleverà "Mai più" – mai più.

Edgar Allan Poe, Boston 1809 – Baltimore 1849 

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2 Commenti on "Il Corvo (The Raven)"

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Costanza
Ospite

E’ così che si materializza un impostore, con le sembianze del corvo? E cos’è che segna quel passaggio della nostra intelligenza dall’essere cieca e sorda a una triste e ritrovata consapevolezza? E quel “mai più” vuol dire sempre ciò che rappresenta oppure è l’antidoto momentaneo di una fregatura sulla quale non possiamo più tergiversare,ma che prima di diventare palesamente nota era comunque presagio dell’anima? Mai più, per convincerci di non aver saziato un corvo, gratuitamente.

Max
Ospite
Non so perché commenti questa poesia come se Mai Più l’avesse detto la parte lesa. L’ha detto il corvo. La consapevolezza, come la chiami, in questa poesia non viene ritrovata mai: l’anima resta attaccata a un’ombra che galleggia sul pavimento. “Mai Più” per E. A. Poe è un’espressione talmente nera da averle attribuito una volontà propria, come un demonio o un elfo, così lo chiama in un’altra poesia. E’ il “Silenzio Corporeo”, un’espressione di una incisività inarrivabile (è talmente violenta da essere *fisica*). Mai Più è il silenzio finale (è duplice, dice Poe: “Mare e Riva, Corpo e Anima”, è… Leggi il resto »
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