Voltaire: sette pensieri

Se avete tempo, voglia e una certa passione per il pensiero lucido, vi consiglio il Dizionario Filosofico di . Se vi interessa qualche anticipazione, con una ricerca nel mio blog troverete diverse voci tratte dal Dizionario.

  • Basta un talento assai mediocre e un po’ di fortuna per essere un buon ministro anche in una repubblica. Ma in un impero dispotico basta il favore del padrone. Di lontano si può nutrire grande considerazione per i favoriti, ma da vicino essi sono uomini molto comuni.
  • Se i preti si fossero accontentati di dire: «Adorate Dio e siate giusti», non ci sarebbero mai stati né increduli né guerre di religione.
  • Perché gli italiani sono filosofi così scadenti e politici così sottili? Non sarà forse perché in politica, che è l’arte dell’inganno, le menti limitate riescono meglio?
  • I calunniatori sono come il fuoco che annerisce il legno verde non potendo bruciarlo.
  • Temo che il matrimonio sia uno dei sette peccati capitali anziché uno dei sette sacramenti.
  • È una superstizione della mente umana l’aver immaginato che la verginità possa essere una virtù.
  • Il più modesto impiegato avrebbe potuto, in affari, imbrogliare Corneille e Newton: e i politici hanno il coraggio di credersi dei grandi geni!

Voltaire, Parigi 1694 – 1778 
 

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1 Comment on "Voltaire: sette pensieri"

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Arfasatto
Ospite

Cliccando a caso sulla nuvoletta sono qui. Voltaire, ma cos’è questa insperata fortuna? Leggere i pensieri che tu riporti è balsamo per la mente. Sì, pensiero LUCIDO, è quello che ci vuole. Sono così perfettamente leggibili oggi. Quello che mi piace di più, e che andrebbe inciso a lettere d’oro nella propria camera, è l’ultimo. Così i modesti impiegati si sentiranno, alfine, dei grandi uomini?

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