A volte ti incontrano

Stamattina in un bar ho rivisto un amico di quelli che incontri ogni 5 anni, e ogni volta che li incontri ti dicono che dobbiamo organizzare una cena. Solo che questo era uno di quegli amici speciali, non era il solito, era un po’ di più. Mi ha chiamato in questo bar e mi ha detto: Cazzo, mi sei apparso… Poi ha detto: Come stai? Come va?, e le solite cose. Poi ha detto: Oh! Lasciami il numero (glielo lascio ogni volta che lo vedo, ogni 5 anni, è sempre lo stesso), devo sentire anche Maurizio, dobbiamo organizzare una cena (l’ha detto). Sempre co’ sta cena, ha detto poi, fra un po’ andiamo in pensione!

E’ vero. Ma per via della mia freddezza quando li incontro, di sicuro amici come questi pensano che non me ne frega niente della cena. Non lo so, magari ci sono state 10 cene negli ultimi 20 anni e io non ne so niente. Loro pensano sicuramente di non interessarmi: eppure sono tutta la mia vita. Sono tutto quello che vorrei ri-avere, tutto quello che vorrei ri-fare, tutto quello a cui vorrei ri-tornare. E allora ogni volta che ci salutiamo mi chiedo perché sono così distante quando li incontro. Ho solo teorie in merito. Posso dire che forse dipende dal fatto che non voglio più legarmi a nessuna persona che non sia morta, o assente. In generale credo di non volermi più legare a nessuna cosa che non sia una cosa o un animale. Forse dipende dal fatto che il muro ormai è finito.

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2 Commenti on "A volte ti incontrano"

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Celeste
Ospite

Legarsi agli animali è pericoloso come legarsi alle persone, forse anche di più. Restringerei il campo alle cose inanimate.

Max
Ospite

Non è un problema di rischio. Io restringo il campo alle cose che mi piacciono, e gli animali mi piacciono

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