Hey You (Registrata dal Vinile)

Ho scoperto un filone d’oro su Youtube che contiene una raccolta di canzoni in vinile dei . E allora, direttamente dall’album The Wall, apro la serie con Hey You così come è stata incisa nel 1979. In questo post potete trovare il testo tradotto della canzone.

 

Hey You introduce la seconda parte dell’album, e segue la costruzione avvenuta nella prima parte, completamente incentrata sulla disperazione e il disorientamento della solitudine. Il grido di aiuto contenuto nella canzone, sembrerebbe a questo punto dell’album simboleggiare la presa di coscienza di Mr. Floyd dell’orrore costituito dall’isolamento totale (interiore/esteriore) in cui si è rinchiuso una volta finito Il Muro. Floyd cerca di contattare qualcuno (chiunque) al di là del muro: chiede (a chiunque) se vuole aiutarlo a trasportare la pietra (citazione ispirata al mito di Sisifo, condannato dagli dei a far rotolare un macigno verso la vetta della montagna solo per vederlo precipitare a causa del peso e ricominciare l’impresa da capo: per sempre). – Hey you, would you help me to carry the stone? (“Ehi tu, mi aiuteresti a trasportare la pietra?”). Nella traduzione italiana del testo contenuta nel link che ho indicato sopra, diventa: Ehi tu, vuoi aiutarmi in questa impresa?, per rendere il senso dell’espressione.

 

Tuttavia, dopo l’assolo di chitarra che segue alla richiesta esplicita di aiuto, interviene una voce narrante che ci spiega che l’intento di Floyd è puramente illusorio (But it was only fantasy): Il Muro è troppo alto come puoi vedere, continua la voce, Non importa quanto provasse, non avrebbe mai potuto liberarsi. Il Muro assolveva il proprio compito di mantenere fuori quello che era fuori, e dentro quello che era dentro. Il risultato era che “I vermi gli rodevano il cervello” (The worms ate into his brain). La canzone finisce con una asserzione a cui Floyd non crede minimamente, ma a cui vorrebbe attaccarsi nel suo momento di massima disperazione: “Insieme restiamo in piedi, divisi cadiamo”. Che sia vero oppure no, il dato di fatto è che la vita di Floyd è stata vissuta semmai nella convinzione contraria, e cioé che insieme si cade, da soli si resta in piedi. 

 

Credits: Parte dell’analisi del testo è tratta dal sito The Wall Analysis, che consiglio a chiunque voglia approfondire la conoscenza dei Pink Floyd. 

 

E adesso un salto indietro nel tempo, con tanto di scratch della puntina sul disco.

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6 Commenti on "Hey You (Registrata dal Vinile)"

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Cornelia
Ospite

Come ti avevo detto, ho tre cd dei Pink Floyd in vinile: li ho riascoltati e lo scratch della puntina, inevitabile, è davvero qualcosa di particolare che riporta al passato, non poi troppo lontano. C’é chi adora le incisioni in vinile, pare che siano molto più vere e belle, pur con le loro imperfezioni.

Cornelia
Ospite

Credo di aver fatto qualche errore…mi dispiace, pensavo di parlare con un amico che adora i Pink…ho cercato su google ed ho pensato che fossi tu. Prego perdonami e saluti. Comunque è vero che ho 3 vinili dei Pink, erano dei miei figli ed ora sono da me.

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[…] del muro. Il testo della canzone che potete trovare qui e la sua analisi critica che trovate qui, svelano il significato dell’intera […]

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[…] dell’album dopo Hey You. Il filmato qui sotto riprende proprio dalla fine di Hey You nel concerto live The Wall del 1980: Mr. Floyd ha appena finito di costruire il suo muro e […]

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[…] Scarfe. Potete trovare un’analisi del testo e approfondimenti sulla canzone in questo post, questo, e […]

france
Ospite

…..per motivi personali in questi giorni sto riflettendo sul significato dell'alienazione umana. La memoria mi ha ricordato THE WALL ed eccomi qui a cercare qualche spiegazione in più.Grazie di questa breve analisi,bello il tuo blog.

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