Notte del ventuno. Lunedì.
La città è immersa nel buio.
Un qualche burlone ha scritto
che c’è amore sulla terra.
E per pigrizia o per tristezza
tutti ci hanno creduto. E così vivono:
anelano incontri, temono i distacchi,
cantano amorose canzoni.
Ma diverso si rivela il mistero
e il silenzio calerà su ognuno…
Anch’io mi ci sono imbattuta per caso
e d’allora sono sempre come ammalata.
Anna Achmatova, Odessa 1889 – Mosca 1966 
Un qualche burlone ha scritto
che c’è amore sulla terra.
Questo verso mi ha fatto pensare ad una scritta su un muro vicino a casa mia: ” amore x favore”. Chissà se a scrivere è stato un burlone, o solo qualcuno con un disperato bisogno di amore. Non so perchè, propendo per la seconda ipotesi

Dimenticavo … il tuo blog in veste festaiola mi piace moltissimo
Ciao
Rileggendo il commento, ho notato che manca un pezzo: davanti a ” amore x favore” dovrebbe esserci un segno (più).
Preferisco di gran lunga il tipo che avrebbe salvato Piero Bargagli nella sua poesia sulla Letteratura Murale:
A tutti i bastardi
che scrivono sui muri
di politica o di calcio
di galera o di ribellione,
Juventus troia
Giovannino libero
Zaccanguer boia,
possa Dio all’improvviso
vendicando i marmi delle chiese
gli intonaci dei palazzi,
trasformare in veleno la vernice
in vipera il pennello
dannarli tra gli spasimi
per aver lordato ciò che è bello.
Ma uno vorrei che salvasse fra mille,
chi ha scritto in Via Trieste:
Irene, la topa ti fa scintille.
Beh, a parziale discolpa del bisognoso di amore (che mi ispira simpatia anche se non lo conosco) posso dire che il muro su cui ha scritto è un orribile blocco di cemento grigio. Non ha deturpato qualcosa di bello, insomma