The Pink Floyd & Syd Barret Story, Sottotitoli in italiano – Parte 3 di 5

Prima parte del documentario
Seconda parte del documentario

In questa terza parte del documentario sui primi anni di storia dei , c'è una affermazione di un ex coinquilino di Syd che in buona parte rappresenta una vera e propria chiave di lettura per capire la storia di Syd Barret e dei . Al minuto 7.30, questo strano signore con una chiave di violino nella pettinatura, dice una cosa essenziale. Dice che secondo lui, il più grande problema di Syd fu la mancanza di motivazione una volta uscito dal gruppo (o meglio una volta che il gruppo decise di farlo uscire, è una differenza fondamentale).

Voglio essere molto chiaro: io non penso che Syd sia uscito di testa perché la band decise che era impossibile continuare a suonare con lui: nel momento in cui lo decisero, Syd era già partito per la tangente. In parte a causa delle droghe, in parte per il semplice motivo che era un genio. MA, il fatto che il resto della band lo escluse, contribuì in maniera determinante a farlo chiudere in sé stesso, autocondannandosi ad una vita da eremita. Syd ha condotto l'esistenza di un morto che respira: ha vissuto tutta la vita chiuso in un appartamento, uscendo solo per comprare il giornale, non ha mai rilasciato un'intervista, e dopo aver provato a pubblicare alcuni brani da solista, non ha mai più pubblicato canzoni. Syd non ha scritto, Syd non ha suonato, Syd non si è sposato, Syd non ha avuto amici, né nemici; Syd dopo i Pink Floyd non ha fatto niente: niente.

Penso che come a volte succede nelle vicende umane, nel caso di Syd Barret e dei Pink Floyd fu necessario un gesto ingiusto. Non sempre la scelta migliore è la scelta giusta. Vado oltre: non sempre la scelta necessaria è la scelta giusta. La decisione di Gilmour e degli altri fu necessaria per la sopravvivenza della band: comporre e suonare con Syd, per come stavano le cose, era diventato semplicemente impossibile. Se i Pink si fossero ostinati a tenerlo dentro, non sarebbero mai diventati i Pink Floyd, e noi oggi non avremmo i capolavori che hanno scritto e suonato. E credo, anzi ne sono convinto, che il senso di colpa che ognuno di loro singolarmente e a livello di gruppo ha portato dentro di sé per il resto della vita a causa di quella scelta, sia stato determinante per la nascita di capolavori assoluti come Shine on You Crazy Diamond, Wish You Were Here, e l'intero album The Wall.

 

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1 Comment on "The Pink Floyd & Syd Barret Story, Sottotitoli in italiano – Parte 3 di 5"

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