L’archetipo sagomato

Io non sono chi vorrei essere. Quello che mi fa più rabbia è che non riesco a diventarlo, e non riesco a diventarlo perché non so più chi vorrei essere. Ad un certo punto del tragitto, la mia anima ha smarrito la strada e niente, continua a guardarsi intorno. Jung sosteneva che l’anima crea un’immagine di chi vorrebbe essere e poi la rappresenta attraverso un modello. Il modello può essere un personaggio conosciuto, sconosciuto, esistente o inesistente. E’ semplicemente Il Modello, è il Punto di Riferimento. Io non ce l’ho questo modello: l’immagine prima c’era, poi è sbiadita, infine è svanita. Non ho nessun modello, ho solo un Ritaglio. L’immagine è stata ritagliata all’interno ed è rimasta la sagoma, i bordi. Io ho i Bordi del Modello.

ll mio modello è uno che non esiste, ma non nel senso junghiano. Il mio non esiste proprio: non c’è, il mio modello è uno che non è nato, è un figlio mai concepito, un fiore il cui seme non ha mai toccato terra (è caduto sul cemento, sarebbe bastato un centimetro più in là e avrebbe trovato la terra, ma all’improvviso ha cominciato a piovere e l’acqua ha trovato lui, spazzandolo via dal cemento verso il nulla), un’idea tra due innamorati, tipo: Lei: Facciamo un figlio?, Lui: No. Io sono No. Mi sento come uno che ha perso l’occasione giusta per morire.

Non sto dicendo che vorrei morire: sto solo dicendo che preferirei essere la punteggiatura di questo foglio, piuttosto che l’anima che l’ha scritto.

C’è un risvolto ironico in queste riflessioni (il destino è dotato di un perfetto senso del grottesco e sa come presentarti un successo con il volto dell’amarezza per averlo conseguito): il mio progetto nella vita era quello di trovarmi esattamente nel punto in cui mi trovo, anche se me l’ero immaginato diverso. C’è anche stato qualche sbaglio nel percorso che mi ha portato fin qui. Errori. Tutti facciamo sbagli nella vita, penso che quello che faccia davvero la differenza è come rimediamo. Non ho particolari rimpianti sui miei errori, se non quello di essermi innamorato. E’ stato un grave imprevisto, un passaggio inaspettato. Ha cambiato molte cose, ha certamente cambiato me. Ha cambiato i miei sguardi ed è successo che da quel punto in avanti mi sono ritrovato con le prospettive disallineate. Cammino avanti con la testa girata all’indietro.

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