La Buona Novella, Fabrizio de André – Tre Madri

Fabrizio de André, 1998, ultimo concerto per sempre. Sul palco suona insieme al figlio, esisterà mai per un cantante una soddisfazione più grande di questa? Esisterà mai un altro Fabrizio de André?

Dall’album La Buona Novella, nel video qui sotto canta Tre madri. Qualche anno fa, Claudio Bisio portò in giro nei teatri d’Italia uno spettacolo che proponeva un’analisi critica dell’album. E siccome tutti possono sbagliarsi, Claudio Bisio ha messo in scena un ottimo spettacolo che vi consiglio di vedere. Lo spettacolo è stato pubblicato in VHS (avete letto bene, VHS) da Einaudi nel 2002. Presumo (mi auguro) che ci sia anche il DVD in commercio, potete fare una ricerca.

De André era ateo ma prima di tutto era un poeta. L’immagine di Maria disegnata da De André nella canzone qui sotto è di una bellezza che ogni vangelo potrebbe invidiare. Lui non parla di Gesù-Dio, lui non racconta di Maria-Madonna: De André nella Buona Novella canta Gesù-Uomo, Maria-Madre: ed è un tale poeta che leggendolo è facile convincersi che prima della divinità venga l’umanità.

La canzone: siamo sul Monte Calvario davanti alla crocifissione di Gesù. Ai lati di Gesù ci sono le croci di Tito e Dimaco, i due ladroni che stanno morendo con lui, che condividono la sua stessa sorte, nello stesso posto, allo stesso modo. Sotto le croci ci sono le tre madri a piangere i figli. Ma una delle tre, secondo le altre, è più fortunata: sa che suo figlio è destinato a risorgere. Eppure Maria non la considera affatto una fortuna. Non è la divinità a parlare in questa canzone, è il sangue, è la disperazione di una madre che conta gli ultimi respiri del figlio e parla del suo dolore di donna. L’umanità di Maria in questa canzone trascende la sua divinità. Nelle parole di De André, Maria è la madre più umana del mondo.

Tre Madri:

Madre di Tito:
"Tito, non sei figlio di Dio,
ma c’è chi muore nel dirti addio".

Madre di Dimaco:
"Dimaco, ignori chi fu tuo padre,
ma più di te muore tua madre".

Le due madri, rivolte a Maria:
"Con troppe lacrime piangi, Maria,
solo l’immagine d’un’agonia:
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno:
lascia noi piangere, un po’ più forte,
chi non risorgerà più dalla morte".

Maria:
"Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.

Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama – Nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.

Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.

Non fossi stato figlio di Dio
t’avrei ancora per figlio mio".

 

 

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1 Comment on "La Buona Novella, Fabrizio de André – Tre Madri"

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