Tutto è stato sottratto

Di te mi ricordo di rado,
non sono curiosa del tuo destino,
ma il segno lieve che hai tracciato
non si cancella dal rifugio dell’anima.
(A. )

Tutto è stato sottratto: l’amore e la forza.
Anche il corpo, perduto nel borgo senza amore,
non è contento del sole.
Non conosco l’indole della Musa gioiosa:
ella mi guarda e tace
mentre, spossata, piega sul mio petto
la testolina nell’angusta corona.

E la coscienza s’infuria da sola
e terribilmente esige il massimo tributo.
Col viso coperto le rispondevo…
Non ho più lacrime né giustificazioni.

Anna Achmatova, Odessa 1889 – Mosca 1966 

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